SOGNI e CREATIVITA’ dal libro “Dove hai la testa?” di J. Warren

Pagine 43 e 44 del libro “Dove hai la testa? Avventure nella ruota della coscienza” di J. Warren, Ed. Apogeo, 2009

“L’immaginazione dei poeti romantici sembra aver prosperato nel caos visivo dell’addormentamento. Per esempio “Ode ad un usignolo” di Keats, “Kubla Kahn” di Coleridge, come anche il non-poesia-ma-sempre-romantico-come-pochi “Frankenstein” di Mary Shelley sono stati tutti collegati allo stato ipnagogico. Ma forse l’esempio più celebre viene dal mondo della scienza, con la scoperta di quello che è stato chiamato “la previsione più brillante mai fatta in tutta la storia della chimica organica”. Si tratta della scoperta del chimico tedesco Friedrich August Kekulé, avvenuta in due momenti. Il primo momento ebbe luogo mentre Kekulé stava assopendosi su un mezzo di trasporto a Londra, quando uno sciame di atomi gli apparve davanti agli occhi, “roteando in una danza vertiginosa”, a formare una catena di legami che Kekulé documentò febbrilmente nel suo taccuino durante il ritorno a casa. Fu l’inizio della “teoria strutturale” in chimica, come lui stesso spiegò successivamente. Sette anni dopo, nel 1890, accadde di nuovo, questa volta davanti ad un tiepido caminetto:

Ero seduto, stavo lavorando al mio manuale ma il lavoro non progrediva; i miei pensieri erano altrove. Girai la sedia verso il fuoco e mi assopii. Di nuovo gli atomi mi facevano capriole davanti agli occhi…attorcigliandosi e piegandosi tutti in un movimento di serpente. Guarda! Quello cos’era? Uno dei serpenti era riuscito ad afferrarsi la coda, e la forma mi strisciava davanti agli occhi, prendendomi in giro. Come per la luce di un lampo mi svegliai, e anche questa volta passai il resto della notte sviluppando le conseguenze dell’ipotesi.

Ciò che Kekulè intuì in quel momento era la forma ad anello della molecola del benzene. Il sistema di notazione chimica allora esistente concepiva tutte le molecole come disposizioni orizzontali di atomi posti ad angolo retto l’uno rispetto all’altro. La soluzione al problema della molecola del benzene fino a quel momento gli era sfuggita a causa della difficoltà di farla rientrare in quel sistema di notazione. La molecola del benzene aveva una forma completamente diversa, e la sua scoperta costrinse la chimica a modificare il paradigma dominante, estendendolo.

Si scopre così che il momento ipnagogico è uno strumento utilissimo per mettere in crisi i paradigmi scientifici. Nel momento in cui il cervello scivola in uno stato associativo e impressionistico, non è più limitato dai sistemi di credenze convenzionali. Le idee più impertinenti, impossibili in un certo contesto razionale, reclamano la nostra attenzione. Le immagini diventano metafore di concetti e improvvisamente siamo tutti poeti (*).

 

(*) Su questo lo scrittore A. Koestler ci ha lasciato una massima meravigliosa:

“La capacità di regredire, più o meno a piacere, fino ai giochi sotterranei, senza perdere contatto con la superficie, sembra costituire la vera e propria essenza della poesi e di ogni altra forma di creatività”.