SHEN, LO SPIRITO

Tratto dal testo “I COLORI DEL CUORE. La psicologia secondo l’energetica classica cinese” di M. Schmid, Edizioni Enea, pp. 33 -35

“Indissolubile dallo studio della psiche e delle emozioni, in Medicina Tradizionale Cinese è il concetto di Shén, tradotto generalmente con ‘Spirito’.

Abbinare invece Shén all’idea di psiche, come si trova in molti testi e numerosi autori, non è del tutto corretto. E’ molto importante tenere presente questo e vedremo perché. Questa entità Shén infatti include ma allo stesso tempo va ben oltre la limitatezza della nostra concezione di psiche. Parlare di quest’ultima e delle emozioni significa anche parlare dello Spirito, ma non si può correttamente affermare il contrario.

Shén è “potenza creatrice attribuita ad un individuo dato e centrata da esso: pertanto, appartenendo al dominio delle forze creatrici invisibili, non oggettivabili, si è spesso tradotto Shén in funzione estremamente elaborata all’origine di tutte le altre funzioni che siano fisiologiche, psicologiche o spirituali“. Seguendo le indicazioni di Eyssalet vediamo che

Lo Spirito, Shén, è il maestro del punto di vista personale e centrato, poiché è innanzi tutto lo spirito di ciascuno, ed è da lui che procedono l’orchestrazione delle funzioni dell’Energia e la strutturazione delle forme concrete che ne derivano nella sensazione, la percezione, la messa in immagini, l’ideazione e il linguaggio. Qui dunque lo Spirito non si oppone alla materia: esso è il centro della manifestazione cosciente di ognuno di noi che organizza e regola il dialogo tra forme e funzioni, Energia e corpo nello spazio e nel tempo delle nostre vite.

 

Shén è anche ‘coscienza’, punto di vista centrato che costituisce l’individuo e il mondo visto da lui medesimo. Si rinnova ad ogni istante. E’ il ‘meccanismo segreto’ che induce il sorgere stesso della nostra coscienza. Fonda il nostro punto di vista personale e coordina le sensazioni, le percezioni, le immagini e le parole sulle quali risiede la sua stessa espressione. Dal punto di vista temporale, esso è l’organizzatore di ognuno dei nostri istanti e il responsabile della nostra permanenza in vita e la sua durata stessa. Dal punto di vista dello spazio invece esso è l’elaboratore e il trasformatore di tutte le forme, quelle a cui noi diamo terreno, vale a dire il nostro stesso corpo e il nostro psichismo e quelle di cui noi siamo testimoni, vale a dire il resto del mondo visto attraverso noi.

 

Shén, inoltre, costituisce la sorgente di ogni relazione e, potremmo dire, è esso stesso Relazione. Nell’essere umano ‘si esprime attraverso la luminosità dello sguardo, nella prontezza di spirito, nell’intuizione, nell’intelligenza, nella vivacità della comunicazione verbale, emotiva, corporea’. Allo Shén, in quanto coscienza, corrisponde anche la possibilità di giudicare. “Da Shén deriva per ogni essere un’immagine e una sensazione di lui stesso e dell’universo sentito e identificato da lui”.

 

Lo Shén, in corrispondenza ai Cinque Movimenti e corrispondenti ai Cinque Organi, assume differenti caratteri, di declina in maniera particolare. Dal momento del concepimento –istante creatore in cui, dall’incontro degli Shén dei genitori un nuovo Shén compare (e prende poi corpo) come manifestazione del grande oceano di Spirito sopraindividuale- ha inizio la ruota della vita del singolo individuo incarnato. Tutto ciò che di più prezioso e arcaico è in noi (l’Energia Originaria, Yuan Qi; il Principio Vitale, Jing; e anche lo Spirito, Shén) si mettono in moto in una rivoluzione incessante che alterna fasi Yin a fasi Yang e incontra tappe fondamentali riassunte nella Legge dei Cinque Movimenti. Quando lo Spirito Individuale crea uno Zang, Organo interno ‘pieno’ (e contemporaneamente va a dimorarvi), esso assume un carattere del tutto specifico.

Lo Spirito centrato nel Cuore sarà ancora Shén; la sua incarnazione nella Milza-Pancreas si chiamerà Yì (intenzione, proposito del Cuore-mente); nei Polmoni sarà Po’ (spiriti della Terra, in numero di 7); nei reni Zhì (volere); nel Fegato prenderà il nome di Hùn (spiriti del Cielo, in numero di 3). Questi sono i cinque Ben Shén, letteralmente ‘fasi fondamentali dello Spirito’, le modalità di radicamento dello Spirito (sottinteso, in un essere determinato), o “entità meta-psichiche”.”