RACCOLTA SOGNI con ANIMALI

Incontrare un animale in sogno è un evento molto significativo per la Psiche: nel suo movimento di ricerca ritrova in questi un compagno di viaggio, un alleato, un curatore e un grande insegnante.

 

IL SERPENTE VERDE SMERALDO

“Sono in una radura, con il sole alto di mezzogiorno, la natura è verdeggiante tutto attorno. Sulla destra vedo una bambina di circa 4-5 anni, da sola, gioca tra le piante, so che è protetta dalla stessa natura in cui è immersa. Proseguo verso destra in direzione di una cascatella e del ponte che la supera. Dal corso d’acqua vedo scendere e venire verso di me un grande serpente color smeraldo che si muove con velocità ed eleganza. Si pone al mio cospetto e io lo raccolgo prendendolo all’altezza della mascella per evitarne il morso (penso ai documentari sui serpenti) e con l’altra mano ne accompagno il movimento attorno al braccio destro, su cui si attorciglia. Con la punta della coda si aggancia al mignolo e mi dico di ricordarmi -al momento in cui lo lascerò di nuovo a terra- di spostare la coda. Iniziamo un giro della radura -in senso orario- guardandoci negli occhi: il suo sguardo è quasi umano, mi sento molto immedesimata in lui e proprio per questo allento la presa sotto la bocca, per non fargli male e lasciarlo muovere l’articolazione. So che se non lo tenessi in quel modo morderebbe, ma non per nuocermi, piuttosto -istintivamente- per difendersi e liberarsi. Incontriamo due uomini che rimangono all’altezza della cinta di alti alberi che contornano la radura e poi ritorniamo al punto da cui siamo partiti. Sgancio la coda dal mignolo e su un pezzo di prato con più erba lo lascio cadere, sapendo che ciò avverrà nel punto più morbido dove l’erba è alta. Mi allontano continuando a guardarlo e dal suo corpo si estende una propaggine che viene verso di me: camminando all’indietro e a fatica (come ci fosse una ipergravità), mi sposto a sufficienza per non essere catturata. A quel punto mi inchino a mani giunte per salutarlo e ringraziarlo e il serpente, usando la coda e l’altra parte di corpo, esegue lo stesso gesto”. (sogno fatto in un periodo di stress in cui si verificano ricorrenti episodi di bruxismo)

 

IL SERPENTE PIUMATO

“Sto risalendo la costa di una montagna, con mio padre e la sua compagna, è pomeriggio. In lontananza vedo il gruppetto di case che dobbiamo raggiungere prima che cali il sole: la strada è molta ancora, tutta in salita, temo di non avere le forze di giungere fin lassù. Ecco che mi trovo all’improvviso all’interno della casa, senza i compagni di viaggio: ci sono ragazzi e ragazze più giovani di me, sembra un ritrovo. Sulla sinistra della stanza c’è un divano bianco e -oltre- la porta finestra da cui arriva la luce esterna. Con lo sguardo mi rivolgo verso il divano e vedo arrotolato come un gatto un grandissimo serpente piumato: come se i miei occhi l’avessero svegliato, questi si leva in volo e distendendosi inizia un giro della stanza in senso antiorario. Mi trovo esattamente a h 6. Il serpente ha un piumaggio che va dall’azzurro al bianco, screziato d’argento: sono in piedi e tocca la mia gola al suo passaggio, in tutta la sua lunghezza. Sento il morbido delle piume ma anche la forza del suo corpo. Compiuto il giro torna sul divano e poi scompare e dalla stessa direzione viene verso di me una giovane ragazza, vestita con maglietta e jeans, capelli lunghi, mossi e scuri. Comprendo -solo vedendola- che lei ha intercesso per me con il serpente e mi inchino giungendo le mani per ringraziarla di questa bellissima manifestazione”. (sogno fatto in guarigione dalla seconda ricaduta di malattia con febbre alta e placche alla gola)

 

LA VISITA delle API

“Sono in una radura, ai lati ci sono degli alberi, davanti a me si apre la vista sul lago; parlo al telefono con mia madre, tenendo il cellulare sull’orecchio sinistro. Da sinistra sento arrivare un suono crescente e vedo un addensamento nero che avvicinandosi riconosco essere un vasto sciame di api. Questo si avvolge attorno a me, e lentamente tutte le api sono sul mio corpo: indosso una maglietta a maniche corte e pantaloncini. Sento che le api, con le piccole zampe, tastano la mia pelle e penso che è un momento in cui bisogna rimanere in silenzio, in cui non avere paura. Poco dopo lo sciame si scioglie e riprende il suo volo verso destra: rimango con la sensazione che sia accaduto qualcosa di sacro.”

 

IL FIUTO del LEONE

“Sono nel bosco, vicino casa. In lontananza vedo un leone: non lo sento minaccioso, ma desidero che non si accorga di me tramite il mio odore. Sto quindi attento a non mettermi in direzione del vento” (il sognatore attraversa un periodo di astenia)

LE DUE TIGRI

“Sono una tigre e mi trovo con una tigre maschio sdraiata a terra: ci tocchiamo il muso a vicenda”.

IL CANYON e la TIGRE

“Sono in un canyon, sulla parete scoscesa, sotto di me il vuoto. Posso solo o salire o scendere ma non sostare. Risalgo e appena mi affaccio vedo una grande tigre che mi guarda. Non posso passare di lì, quindi cerco un punto in cui fermarmi. Ne individuo uno e mi siedo, mi rilasso. Quando risalgo, sperando che la tigre se ne sia andata, la ritrovo ancora lì. A quel punto lei mi parla e dice di attenderla. Si allontana per tornare poco dopo, con un oggetto per me (che il sognatore non ricorda). Una volta che me lo ha consegnato se ne va e io mi sento forte e sereno: sono libero di procedere” (il sognatore attraversa un momento di passaggio che precede un lungo viaggio in India).

IL MORSO della TARANTOLA

“Vedo la mia mano destra in primo piano, mi ha punto una tarantola: è gonfia e piena di siero” (sogno che annuncia febbre a 41.5°)

L’ABBRACCIO del CAVALLO

“Esco da un capannone industriale al seguito di un corteo di diversi animali: mi ritrovo in uno spiazzo molto ampio, semicircolare, che dà sull’infinito. Alle mie spalle rimane la struttura e il cielo diurno, mentre sopra di me inizia la notte, il cielo tempestato di fitte stelle, molto luminose e di diversi colori. Ora sono sola, alla mia destra c’è un cavallo, marrone, guarda dritto davanti a sè: quindi si volta e mi invita a salire, ma ho paura, è come se non fossi ancora pronta. L’animale piega il suo collo attorno al mio, permettendo così di appoggiarmi a lui, di essere abbracciata. Sento il calore del respiro e della pelle del cavallo. Guardo il cielo e le stelle colorate e capisco che sto sognando: la scene diventa instabile e il sogno svanisce.”

IL PITONE e la SCALA

“Sono al primo piano di una casa sconosciuta, è notte, dalle finestre arriva filtrata la luce della luna. Sono fermo in cima alla scala, in fondo a questa c’è un grande pitone, immobile come se dormisse. Non ne conosco la ragione ma io devo assolutamente scendere quella scala: quindi corro giù e insieme agli ultimi due gradini salto anche il pitone. A questo punto corro più veloce che posso in un corridoio sulla sinistra, giro un angolo e mi rendo conto che il pitone mi sta inseguendo. Anche se scappo lui è più veloce di me, sento che mi morde una scarpa: cado a terra e d’istinto mi volto e gli afferro la testa, glie la stringo per poi alla fine staccargliela.” (il sogno viene ricordato solo due ore dopo, a lezione di storia dell’Africa Sub Sahariana, mentre si parla di simboli e animali africani)

 

LE FOCHE BIANCHE

“Sono in un parco, c’è una grande villa in lontananza (potrebbe essere un parco reale). Ho la macchina fotografica con me e ricerco un posto dove stare: ecco che mi appoggio al tronco di un grande salice. Davanti c’è una pozza d’acqua, color biancastro, come sulfurea. Tolgo scarpe, calzini e pantaloni e immergo le gambe: arrivano quattro foche, piccole, bianche, con grandi occhi neri e profondi. Ritraggo d’istinto le gambe e queste scompaiono: per rivederle immergo di nuovo le gambe e le foche tornano, mi circondano il piede destro e cominciano a strusciarvisi contro col muso. Sono bellissime” (la sognatrice ha preso una storta alla caviglia destra poco tempo prima)

LA RONDINELLA

“C’é una rondinella che come fossi il suo piccolo mi imbocca il cibo con il becco: all’inizio sono un pò impressionata, poi capisco che lo fa per il mio bene” (sogno fatto durante una notte di dolori articolari)

 

GLI UCCELLI nella CESTA

“Sono con un uomo che tiene in mano una cesta contenente due uccelli di media grandezza. Uno di questi ha il capo reclinato a destra, sembra malconcio ma respira e lo accarezzo; dico che è solo stanco per il lungo trasporto e ha solo bisogno di riposo. Ora alza il capo e si mette in piedi: di colpo il suo aspetto diventa quasi umano, gli occhi sono grandi e le piume formano una chioma attorno al volto. Parla speditamente e io lo guardo sbigottita e meravigliata finchè dice “Non sto molto bene, ieri sera ho mangiato carne”.” (la sognatrice la sera prima aveva effettivamente mangiato carne)

L’ORSO nel FIUME

“Sono lungo il corso di un fiume: vedo il corpo di un orso inerme scorrere con le acque, non so se sia morto o solo svenuto, il muso è nell’acqua”.

LE FORMICHE sulla MANO

“Sono lungo il marciapiede di una strada non trafficata, di giorno, da sola. Una schiera di formiche risale da terra lungo il braccio destro fino all’apice del dito indice: osservo la scena incuriosita finchè le formiche non iniziano a pungermi e sento un gran bruciore. Compare un panda con la bocca da formichiere che mi dà una mano a toglierle cominciando a mangiarsele”. (sogno fatto in fase di riabilitazione da distorsione al piede, con tendinite diffusa. Tre giorni dopo la Dottoressa consiglia il rimedio omepatico Formica in fiale, per modulare il processo infiammatorio; le formiche pungono nel LI 1, Mercante dello Yang in MTC, punto di Intestino Crasso, Viscere importante nella patobiografia della sognatrice)

IL SALUTO del PAPPAGALLO

“Suonano alla porta e vado ad aprire: è un mio amico che non vedo da tempo, che per molto tempo ha abitato nelle foreste del Brasile. Lo abbraccio felice che sia qui e sulla sua spalla sinistra sta un piccolo pappagallo giallo, verde e azzurro, che mi dà un “bacio” sulla guancia. Faccio strada lungo il lungo corridoio di casa e il pappagallo mi dice “Ciao zucca arancione!”.

IL FENICOTTERO ROSA

“Sono in una grande stanza, sul fondo, lontane, ci sono delle altre persone. Mi viene incontro un fenicottero rosa che inizia a darmi dei bacini sul volto: è un momento gioioso in cui sento lo slancio dell’animale con grande affetto.”

IL CERVO D’ORO

“Sono in una fitta foresta, da sola. Procedo ed ecco che mi viene incontro un cervo d’oro che mi dice “è tutto a posto, stai conducendo bene la tua vita. Inizio a piangere per la commozione, quando mi sveglio sto piangendo anche nella realtà.”

LA SIGNORA DEGLI ANIMALI

“Sono in un deserto, sullo sfondo domina un grande olivo. Mi trovo seduta su un trono e attorno a me ci sono animali di diverso tipo (leoni, giaguari), che mi proteggono.”