RACCOLTA SOGNI con ANIMALI vol. 2

 

Incontrare un animale in sogno è un evento molto significativo: nel movimento di ricerca di senso ritroviamo in questi un compagno di viaggio, un alleato, un curatore e un grande insegnante.

Ringrazio le sognatrici e i sognatori che hanno condiviso con me queste loro storie oniriche, contribuendo in modo prezioso al farsi della raccolta.

 

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Chi desiderasse aiutarmi ad ampliare questa pagina con nuovi sogni sugli incontri con gli Animali può compilare il seguente questionario/raccolta:

https://forms.gle/NyqtvWUEjrNC3LXA6

Tutte le informazioni e le indicazioni di compilazione sono riportate nella prima e nella seconda sezione del modulo Google.

 

Chi ha già compilato il questionario e vuole solo inserire nuovi report onirici può utilizzare questo modulo:

https://forms.gle/UR557zYGawraFgxG8

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Il grande cane nero

“Sono in una città completamente allagata. Io sono immerso nell’acqua fino al collo. Mi tengo a galla agevolmente e non ho paura, anzi guardandomi intorno percepisco un’aria serena. È il tramonto e in una bella luce dorata vedo intorno a me palazzi e chiese che sbucano dall’acqua (questo posto somiglia a una Venezia completamente sommersa): è tutto molto bello.  Non lontano da me ci sono un gruppo di ragazzi in cerchio che giocano con una palla, facendo dei palleggi di pallavolo. Mi stupisco della loro allegria nonostante la situazione, poi penso che forse ci sono persone in pericolo e devo aiutarle. Inizio così a nuotare faticosamente e in effetti avvicinandomi alle case sento delle persone chiedere aiuto. Allora mi arrampico ed entro attraverso le finestre; non so cosa faccio dentro ma so che porto aiuto. Ripeto l’operazione più volte nuotando da una casa all’altra…sono molto stanco, mi fermo e mi accorgo che abbastanza vicino a me c’è un grande cane nero. Ne vedo la grande testa e il collo sbucare dall’acqua. Penso che potrei aggrapparmi a lui per fare meno fatica e farmi aiutare a continuare a portare aiuto, ma temo che mi possa mordere. Con un atto di coraggio nuoto verso di lui e mi aggrappo al suo collo. Lui inizia a nuotare e in effetti mi trasporta agevolmente, ma io continuo a temere che possa girarsi e mordermi, finché lui si gira e mi dice: “ stai tranquillo non ti mordo” con un tono un po’ canzonatorio che mi fa sorridere con dolcezza dei miei timori”.

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La Scolopendra

“Sono a letto e alzo il lenzuolo per scendere dal letto. Scopro che ho una scolopendra attorcigliata vicino ai miei piedi.”

Commento: la scolopendra è l’animale che mi terrorizza/repelle di più. Tremo e sento il panico anche solo a vederne la foto.

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Gli Aristogatti

“Sono in una casa, non la conosco ma mi piace molto, è uno stile un po’ bohemien, c’è un parquet di legno chiaro, i mobili sono chiari, ci sono dei divani bassi, dei tappetoni e cuscinoni, c’è un bel disordine. E’ la nuova casa di mio padre. Vado in bagno e sporco il pavimento di sangue mestruale. Cerco di pulire, mi chiedo se terrà anche questa casa così sporca. Parlo con mio padre, sta bene, è in forma, sono contenta. Ci sono tantissimi gatti, ognuno ha il suo carattere. Ce ne sono alcuni un po’ malati. C’è un gatto che mi sta super simpatico, è un siamese con gli occhi azzurri, è strabico.”

Commento: mi sono svegliata bene, ero contenta di aver rivisto mio padre (morto due mesi prima del sogno) e di essere stata in una situazione piacevole.

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La mutazione

“Mi trovo all’interno di una stanza buia, con una tenue luce fredda, diffusa. Mi viene incontro un cucciolo di cane, e cominciamo a giocare. Il cane mi segue, mi rincorre, ci divertiamo. Il gioco si fa più concitato ed il cane mi morde. Cerco di liberarmi ma più faccio forza più il cane serra la presa. Osservo con spavento che il cane sta mutando forma. In pochi secondi si trasfigura in qualcosa di altro, indefinibile. Per l’agitazione mi sveglio.”

Commento: nel 2019 stavo per diventare papà. Pensavo spesso al significato del parto, a come fosse un atto meraviglioso ed al contempo doloroso, avvolto da un’aura ancestrale. Credo che inconsciamente una traccia di quei pensieri e timori sia confluita in questo sogno. Il parto ha molto a che fare con la mutazione: il corpo della donna assume nel tempo una forma diversa per dar luce ad una nuova vita.

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Il tempio con le rane

“Mio padre ed io camminiamo su un sentiero di montagna; la strada é in salita, tutto attorno roccia bianca (quarzo?) e anche il sentiero é fatto di piccoli bianchi. Là vegetazione é attorno, ma distante, e sulla strada solo muschio secco qua e là; presumo quindi sia Estate, c’è molta luce, il Sole é alto. Alla destra di questa salita, ancora piuttosto ripida, c’è una grotta, o un apertura nella roccia, il lato che affianca il sentiero é aperto come con un colonnato naturale. Entriamo nella struttura: é come se fosse scolpita nella roccia calcarea, degli scalini stretti con corda per aiutare il passaggio portano molto in alto a uno spiazzo quadrato, con pilastri ai lati. A destra, non raggiungibile nella roccia é scolpito un altare. É, penso, specie di chiesa montana. Ora, guardando alla destra dell’altare notiamo un acquitrino, ci sono moltissime rane, piuttosto grandi, che vi riposano, godendo della freschezza che l’ombra della struttura regala e le osserviamo al lungo.”

Commento: il colore bianco della roccia sotto il sole era abbagliante, le rane anche erano di un verde , verde erba fresca.

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Lemuri

“É notte fonda e osservo il mio giardino illuminato dalla luna. La finestra é aperta. Noto del movimento, all’improvviso nel buio, sono sagome di animali, corrono veloci sui tettucci dei garage attorno e vengono verso di me. Li vedo meglio, ora che sono più vicini, sono Lemuri, sono grigi, sono velocissimi e vogliono entrare in casa! Chiudo la finestra e mi allontano.”

Commento: dopo il sogno sui lemuri ho scoperto che le Lemure erano una festa per i morti istituita a Roma. I Lemuri erano spiriti del mondo sotterraneo per molte colture, manifestazioni di spiriti dell’aldilá . Le scimmie sono state chiamate così perché sono animali che vivono di notte.

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La dea Lupo

“Ho uno telo indiano, quadrato, blu con decorazioni native bianche. É appeso in un angolo di una stanza in penombra, al moro, sotto vi é qualche candela e fiori. La mia amica M. é presente e mi fa notare che il la decorazione sul telo é un disegno, poco visibile perché usurato, di una dea lupo indiana di nome Alessia.”

Commento: ho controllato su Google: il nome Alessia significa “colei che protegge o salva [da pericoli vari]”.

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Capro Bianco e pioggia di meteoriti

“Esco da un bosco, di alberi altissimi verde intenso, il mio gruppo é sul sentiero, mi siedo a un tavolo-panca al bordo della strada. Dalla vegetazione piano piano esce un caprone bianco, corna piccole marroni scuro. Mi si avvicina lentamente e capisco che si fida. Indossa due collarini: uno rosso e uno bianco con dei numeri e e dei nomi riportati sopra. Mi fa capire che glielo devo togliere così capisco che é scappato da un allevamento e perciò lo proteggerò. Comincio a pensare a cosa ho in frigo che può mangiare: gli do una foglia di lattuga, poi ho delle carote. Ora siamo a casa. Ho appena pulito tutto. Mi domando se la capra abbia delle zecche o cose di cui dovrei preoccuparmi. Sento i vicini parlare nel loro giardino con un amico inglese, vorrei salutarli e raccontargli della capra, ma non lo faccio perché hanno un ospite e non voglio disturbare. Chiamo i miei gatti, il cielo si é fatto nero e il mio giardino é ora una enorme scalinata (tipo teatro greco?) di ferro rosso, i gradini sono altissimi. Sento un gran rumore e schizza al suolo, come grandine, da destra a sinistra, una pioggia di grosse rocce nere, chiamo ancora i gatti, chiudo subito la porta a fatica, per via del vento, e spingo con tutto il corpo per tenerla chiusa. Quando la tempesta di rocce é passata riapro, ancora piove, due dei miei gatti stanno guardando dal bordo del primo gradone. Ci sono dei cavalli marroni che corrono in preda al panico e uno entra ed esce da casa mia. Una ragazza vestita da cavallerizza sta cercando di rimetterli nella stalla, ma sono terrorizzati ed é impossibile.”

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Lo schiacciamento dei pesci

Mi trovo insieme al mio compagno all’ interno delle stanze private di un tempio indiano. Stiamo per fare l’amore e mi sto spogliano di un sacco di vestiti. Gli parlo di quella volta che volevo visitare un tempio ma non potevo entrare nella parte più riservata perché di esclusivo accesso maschile. […] In realtà conosco l’interno di quella parte perché l’ho vista dall’alto. Uomini all’interno di piccole vasche quadrate disposte agli angoli di un chiostro, fanno il bagno. […] Mi trovo fuori dalle mura del tempio, sono seduta su un muretto insieme ad un’altra ragazza, sotto i nostri piedi abbiamo ciascuna una tinozza piena di pesci. C’è un maestro spirituale che parla. La ragazza ha i piedi appoggiati sui pesci, io sto premendo i piedi all’interno della tinozza con senso di sfida.”

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Il cinghiale e la porta di vetro

“Entro in una casa calda, con pochi mobili e che profuma di nuovo. Devo essermi trasferita da poco. Pochi passi e trovo un cinghiale di mezza taglia che si aggira tranquillo tra il corridoio e la camera da letto. Non sembra aggressivo, ma mi spavento e con uno scatto cerco riparo nel bagno. Colpito forse dal mio movimento improvviso, il cinghiale prende istintivamente a seguirmi veloce e solo per pochissimo riesco ad evitare che mi raggiunga. Sono in bagno. Tra me e Lui c’è una porta di vetro, scorrevole e completamente trasparente. Una difesa fragile – penso – e troppo poco resistente per potermi proteggere. Cerco di mantenere stabile e fisso lo sguardo sul cinghiale, non voglio mostrarmi spaventata e vulnerabile. Temo da un momento all’altro una sua reazione improvvisa e il tentativo di sfondare la porta. Ci guardiamo negli occhi in un arco temporale che mi sembra infinito. Lui è immobile, calmo. Non vuole lasciarmi andare, ma neanche farmi del male. Tra i battiti sempre più incontrollabili mi ritrovo, improvvisamente, a provare emozioni contrastanti. Paura, sì, perché imprigionata e priva di difese (la porta di vetro continua a sembrarmi troppo fragile) ma anche una strana empatia e connessione con quell’animale così tenace nel voler reggere il mio sguardo. Il sogno si conclude così. Tempi di attesa dilatati, sguardi vigili e fissi e una porta di vetro trasparente che divide e forse unisce.”

Commento: mi sono trasferita da due mesi in un nuovo appartamento con il mio ragazzo. Il bagno ha la porta scorrevole.

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La Scolopendra e l’occhio destro

“Sono in casa e come se mi vedessi da fuori noto che c’è una scolopendra che mi sta camminando attorno all’occhio destro. Sono intimorita ma non nel panico.”

Commento: ho fatto il sogno mentre ero sotto trattamento con antibiotico per un’infezione post-operatoria e soffrivo da diversi giorni di trisma (una contrattura dolorosa del muscolo massetere) e dolore continuo. Cercando in rete delle informazioni sulla scolopendra erano usciti degli articoli sull’applicazione terapeutica del suo veleno in caso di dolori, spasmi e contratture.

 

 

Consiglio vivamente la lettura del libro di J. Hilmann “Presenze animali“, Adelphi, 2016. Dal risvolto del testo:

 

“Chi nasce oggi in una grande città – o anche in campagna – non ha molte occasioni per vedere animali, se non gli antichi testimoni della vita domestica: cani e gatti. Ma gli animali continuano a visitarci, per lo meno nei sogni. E ci ricordano un’altra vita – ormai remota e lunghissima – in cui gli uomini erano stati una specie mescolata a molte altre. Anche in cielo, le costellazioni dello Zodiaco – il cui nome stesso significa luogo degli animali – disegnano la mappa di una zoologia che non cessa di manifestarsi. Più di ogni altro fra coloro che hanno preso le mosse da Jung, James Hillman ha saputo interrogarsi su queste «presenze» e inchinarsi davanti al loro potere, come mostra questo libro, che è una magnifica guida per chi voglia riconoscere che cosa sono gli animali in noi”.