LO YIN e LO YANG

Tratto dal testo “I COLORI DEL CUORE. La psicologia secondo l’energetica classica cinese” di M. Schmid, Ed. Enea, pp. 15-19 

“Abbandonata la visione unitaria della realtà (che peraltro è la visione primaria, illuminata, e a cui sempre occorrerebbe poter tornare), si presenta dapprima una modalità che suddivide la creazione semplicemente in due: per tradizione Yin e Yang.

Il simbolo del TaiJi può essere applicato all’universo e a tutti gli esseri; esso è il principio naturale del movimento perpetuo: nascita, crescita, diminuzione, annientamento, l’alternarsi dello Yin e dello Yang. Tutti gli elementi dell’universo, dai più grandi, come le stelle, ai più piccoli, come gli atomi, si muovono nelle trasformazioni dello Yin e dello Yang.

 

Questa coppia è il simbolo assoluto a cui tutte le dualità si rifanno ed è il simbolo della Terra e del Cielo, dell’ombra e della luce, della donna e dell’uomo…

Prima del suo noto significato filosofico, Yin significava ‘ombra’, ‘buio’, ‘nuvoloso’, ma anche ‘femmina’ e ‘segreto’. Il suo carattere è stato descritto come indicante la parte in ombra della collina, essendo composto da Fu (‘collina’ o ‘ monticello’) e dal fonetico Yin, che significa ‘nuvoloso’.

All’opposto, Yang è stato indicato come essere la parte in luce della suddetta montagnola, in quanto il fonetico Yang è composto dal sole mattutino che si affaccia sopra la linea dell’orizzonte e diffonde i suoi raggi.

 

La vita si manifesta a noi (…) per opposizione o complementarietà: tenebre e luce, silenzio e parola, freddo e caldo, femminile e maschile…Questa manifestazione è il risultato dell’opera della creazione il cui oggetto è essenzialmente una separazione nel senso di ‘distinzione’ a partire dall’unità primordiale. (…)

Tale distinzione è solo apparente. E’ l’immagine stessa della manifestazione divina che procede per antinomie: immobilità e sorgente di tutti i movimenti, essere e non-essere…Il divino si afferra a partire da queste contraddizioni, colte insieme nel loro giusto rapporto da parte del conoscente.

 

Due modalità, o qualità, impensabili una senza l’altra, proprio come il giorno e la notte: non è possibile pensare il primo senza la seconda; in altri termini, descrivono delle situazioni interdipendenti che coesistono e possono apparire in alternanza o anche simultaneamente. La loro espressione è sempre relativa e questo dipende dal punto di vista assunto per osservare una situazione. Questo è quello che si chiama TaiJi, il ‘Supremo Limite’, la ‘Vetta Suprema’, oppure, più liberamente, la ‘Suprema Polarità’.

Ogni movimento vitale possiede un ritmo che risponde alla legge dei due poli. La metafora dello studioso Eyssalet del lancio di una palla risulta utile: il movimento di questa verso il cielo e verso l’apice della sua corsa, esprime la fase crescente e propulsiva (Yang) dell’Energia, Qi. La sua discesa verso il suolo esprime, per contro, la fase decrescente e di ripiego (Yin) di questo Soffio Vitale. E siccome questo ritmo è incessante, dalla terra la palla prenderà l’impulso per il rimbalzo e una nuova risalita.

Sotto il nome Yang poniamo quindi la fase di messa in tensione, crescita ed espressione ma anche ciò che possiede  dinamica attiva, ascendente e verso l’esterno.

Nel diagramma (da considerarsi come il tracciato di un movimento che si dipana in senso orario), si trova sul lato sinistro e in alto. Questa è la direzione della salita del vapore al cielo, del riscaldamento della materia più solida per giungere allo stato più libero, dinamico e anche ‘spirituale’.

Designiamo invece come Yin la fase di dis-tensione, de-crescita e ritiro. Sarà quindi tutto ciò che (rispetto ad un termine di paragone) risulti più passivo/ricettivo, discendente e che tende a celarsi verso l’interno. Questo ‘condensarsi’ deve essere posto sul lato destro (e in basso) del disegno del TaiJi. E’ la fase Yin: l’’inspirazione’ del cosmo. Qui si ha l’acquisizione di una forma, il passaggio dallo stato più etereo, gassoso o ‘spirituale’, a quello più concreto e solido.

Il diagramma del TaiJi, oltre ad un’analisi della vita concreta e manifesta, si presta anche ad un’interpretazione che vede sdoppiarsi due piani dell’esistenza: l’asse verticale alto/basso è quello dell’Assoluto, che alla base ha lo Jing (principio vitale) e raggiunge lo Shen (coscienza-Sé-Spirito) per mezzo del Qi (energia), fondamenti dell’energia non manifesta. I tre assieme formano un’unità trinitaria, riferentesi all’Uno che si fa trino.

Il piano orizzontale, invece, è maggiormente legato all’esistenza immanente, quindi alla manifestazione concreta di un individuo storicamente dato: è l’asse della forma e dell’azione.

Se torniamo ad un esame più semplice (fermandoci per ora alla vita concreta) e trasferiamo i concetti base allo studio dell’uomo, vediamo che la struttura stessa del nostro organismo è basata sulla legge del TaiJi: tutti li organi e i tessuti sono connessi e possono essere divisi nei due aspetti Yin e Yang. Dice infatti il Su Wen:

 

quindi l’uomo dovrebbe corrispondere a questo sistema: lo Yin e lo Yang dell’uomo sono (disposti in ordine) tali che all’esterno c’è lo Yang, e all’interno lo Yin. Yin e Yang nel corpo umano (sono disposti) in modo che Yang è la schiena e Yin è la parte frontale. Yin e Yang dei (cinque) visceri e dei (sei) organi cavi sono (disposti) in modo che i visceri sono Yin e gli organi cavi sono Yang.

 

Volendo addentrarci nelle implicazioni psicologiche di queste premesse, possiamo dare un prima suddivisione qualitativa di personalità che tendano verso un polo o verso l’altro. Possiamo iniziare con il dire che valutare un individuo come Yang, significa decisamente attribuirgli una connotazione di attività. Probabilmente sarà anche ‘sveglio’, rapido nel pensiero e nei gesti, deciso, estroverso; e magari avrà anche una personalità calda e aperta; forse anche più maschile o mascolina e che ‘guarda avanti’.

D’altra parte quando manca un equilibrio con lo Yin, una persona Yang può anche non avere i ‘piedi per terra’ (lo Yin nutre lo Yang, lo radica a terra e stabilizza sul piano di realtà), essere nervoso, iperattivo, marcato da agitazione. Così la sua estroversione ed apertura potrebbero portarlo ad essere troppo pronto all’azione e poco presente a se stesso e alla realtà, poco centrato su di sé. La tendenza sarà verso un eccesso del carattere Legno e Fuoco. Al contrario, una valutazione che propende per lo Yin connota una persona più ricettiva, più introversa o, addirittura, remissiva. Può essere lenta nei movimenti e pacata (fino all’indolenza) ma anche concreta e pacifica. Riflessiva, meno pronta all’azione, talvolta con pochi slanci verso un’evoluzione e una sublimazione delle sue energie ‘terrene’. Tendenzialmente potranno esserci marcati segni del Metallo e dell’Acqua nel suo modo d’essere.

Da un primo sguardo di base alla differenziazione in due semplici categorie, possiamo passare ad un ampliamento e raffinamento d’analisi. Gli Organi (Reni-Fegato-Cuore-Polmone-Milza) e i Visceri (rispettivamente Vescica urinaria-Vescica biliare o cistifellea- Intestino tenue-Intestino crasso-Stomaco), e così la qualità delle loro energie, infatti si confanno anche ad un’altra regola, diretta conseguenza di quella appena considerata del TaiJi, ovvero l’alternanza dello Yin e dello Yang; quest’ulteriore e più fine legge è quella dei Cinque Movimenti.”