LE FUNZIONI ORGANIZZATIVE dell’ATTIVITA’ MENTALE del SOGNO di J. Fosshage

Da “Quaderni di psicologia, analisi transazionale e scienze umane” n. 43-2005, di James L. Fosshage, traduzione di Claudia Chiaperotti

Quando Freud diceva che i sogni sono “la via regia all’inconscio” assegnava ai sogni il ruolo di accesso principale all’inconscio. Egli considerava l’inconscio come fonte inesauribile di energie istintuali che premono per essere liberate e come contenitore di fantasie e ricordi che vengono banditi nello stato cosciente. L’inconscio dinamico forniva una spiegazione alla diffusa irrazionalità degli esseri umani ed era considerato da Freud una delle tre grandi scoperte scientifiche (le altre due erano quelle di Copernico e di Darwin) che hanno fatto scendere l’uomo dal suo trono.
È passato ormai quasi un secolo dalla pubblicazione di questo monumentale lavoro di Freud sui sogni, del quale egli disse: «Un’intuizione come questa succede, ma una sola volta nella vita» (Jones, 1953, p. 350). Il modello classico di formazione e interpretazione del sogno è rimasto relativamente invariato (Curtis, Sachs, 1976). L’applicazione, poi, del modello strutturale (Freud, 1923; Arlow, Brenner, 1964) ha sottolineato la partecipazione alla formazione del sogno di tutte e tre le entità psichiche: Es, Io e Super-Io. Tuttavia stimolo primario al sogno rimane il desiderio, che rappresenta un impulso istintuale di origine infantile e che cerca gratificazione nel corso di tutta la vita (Altman, 1969).

 

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