CONSULENZA TAROLOGICA in chiave umanistica

La lettura dei Tarocchi è un’occasione per esplorare le Immagini che popolano la nostra Psiche e intessono il nostro vissuto. Come un Vecchio Saggio il Tarot ci accompagna, con la sua luce-lanterna, in un percorso di messa in trasparenza delle dinamiche intrapsichiche e interpersonali, per liberare il potenziale trasformativo e ricondurci sul nostro cammino con maggiore conoscenza e consapevolezza.

IL TAROT: scopi e funzioni di una macchina metafisica

Ogni Arcano è contenitore e mediatore di un archetipo (1): il suo manifestarsi sollecita un ampliamento degli orizzonti di Senso della coscienza, su cui esercita una tensione all’inclusione. L’Arcano fa da “vaso ermetico”, ovvero porta l’esperienza archetipica in una cornice di riferimento contemplabile dalla coscienza.

Prendiamo in esame queste due considerazioni sul sogno, per comprendere come funzionano i Tarocchi:

  • “Gli eventi onirici indicano la via. Indicano ciò che è probabile o sicuro che si sviluppi, in base alla situazione attuale. Quindi essi incoraggiano o ammoniscono. Il soggetto nel sogno può accettare di correre un rischio e assolvere ad un compito difficile, oppure può fare un passo falso e precipitare in un dirupo. Tali esiti sono metafore che richiamano l’attenzione su qualcosa che è accaduto o sta accadendo al di fuori della consapevolezza. Dato che il sognatore -prima del messaggio del sogno- non comprende la natura dell’evento, l’immagine onirica è un invito ad esaminare i fatti esterni o psicologici. Ma l’esito indicato dal sogno può anche essere modificato o evitato se mutano la consapevolezza e la capacità del sognatore”. (2)
  • “Il sogno sostiene lo sviluppo dell’individuo presentando il materiale che deve essere affrontato in quel momento”. (ibidem)

Una lettura di carte innesca la possibilità offerta dal sogno nei termini sopra esposti: prendere coscienza delle immagini che sono attive ed esplorarne i significati nel qui e ora.

Il sogno illustra la situazione psicologica del sognatore -e ne rappresenta la possibile o certa evoluzione- usando un pattern previsionale basato sulla biografia e gli schemi comportamentali, l’attitudine del soggetto e le tappe del suo processo di individuazione: sulle premesse create dall’insieme di questi dati, presume la tendenza ad andare incontro a un’esperienza x. Gli arcani maggiori che disponiamo nelle 3 carte nel rigo base rappresentano il processo in atto: da x condizioni, presupposti o inclinazioni (carta di sinistra) deriva la situazione attuale e una tendenza intrinseca al processo che può essere considerata con lo sguardo della coscienza, così come avviene con un sogno che ci informa sulla direzione che stiamo percorrendo.

Le lame dei Tarocchi incarnano il principio della sincronicità (3) e il potere della psiche di superare spazio e tempo: per risonanza le carte che sceglieremo, nell’intero mazzo, saranno quelle più adatte e puntuali nel rappresentare il nostro teatro interiore e ciò con cui siamo chiamati a confrontarci, come contenuto e campo d’esperienza (4). Le funzioni psicologiche di Animus e Anima, i genitori archetipici e la relazione con il/la partner e con il mondo saranno rappresentati, su diversi livelli di lettura, nella stessa stesa.

 

Ogni Arcano, come un transito astrologico che rappresenta una certa “qualità del tempo” (5), ci pone contemporaneamente di fronte ad una sfida e ad una opportunità: da un lato possiamo comprendere cosa ci è richiesto di vivere consapevolmente, dall’altro scontrarci con le resistenze che nutriamo nei confronti di un certo contenuto o archetipo. Se ciò che sperimentiamo è avvertito come una trasformazione positiva che ci aiuta a crescere, coglieremo la dimensione dell’opportunità. Se invece il potenziale trasformativo è vissuto come forza disgregante o minacciosa per la nostra personalità, vivremo l’aspetto della sfida: ne usciamo arricchiti se l’abbiamo affrontata, confusi e arrabbiati se invece l’abbiamo rifiutata o evitata. C. G. Jung ha affermato: “quando una situazione interiore non è portata alla coscienza, appare dall’esterno come fato ”. Gli archetipi esulano dalle categorie umane del bene e del male e ognuno di essi organizza l’esperienza umana secondo un certo fine: quello che rifiutiamo ci impoverisce da un lato e si carica negativamente come Ombra nell’inconscio e come proiezione nel mondo della veglia. Gli effetti negativi dell’archetipo derivano proprio dalla sua scissione polare primaria: la contrapposizione insolubile tra i due aspetti ha bisogno di trasformarsi in complementarietà dialogante.

L’arcano ci parla di un archetipo o di una sua declinazione: vagliando i rispettivi significati possiamo comprendere quale esperienza psichica e concreta stiamo affrontando e come, da una prospettiva fino ad ora non sufficientemente valorizzata.

Una lettura di Tarocchi non distoglie da quelli che sono i nostri passaggi critici: piuttosto mostra il senso e la finalità di ciò che viviamo e -informando- ci prepara, rinforza e consiglia su come procedere. Spesso è la distanza dal Senso dell’esperienza che rischia di bloccare e disorientare: i Tarocchi aiutano a gettare luce sugli eventi e le condizioni interiori, per permettere un miglior dialogo tra la coscienza e i contenuti che non sono ancora manifesti.

I Tarocchi, così come i sogni e l’antica disciplina dell’Astrologia, sono espressione e allo stesso tempo strumenti di conoscenza e consapevolezza, che permettono di  comprendere la qualità del tempo per “sincronizzare” i nostri movimenti coscienti con quelli del Cosmo, in una danza armonica e fluida.

(1) L’archetipo è un modello, qualcosa di simile al pattern of behavior della biologia; è sempre collettivo, perchè risultante dall’esperienza comune, è sintesi di innumerevoli processi simili tra loro sperimentati dall’umanità. E’ un precipitato mnesico, risultato dell’impatto della psiche con il mondo. L’archetipo consente alla psiche di tradurre il fisico nello psichico, in altri termini gli istinti e il dominio della materia nelle immagini corrispondenti della psiche.

(2) Da “Il linguaggio dei sogni. Simboli e interpretazioni” di E. C. Whitmont e S. B. Perera, Ed. Astrolabio, p. 36

(3) La sincronicità è un’ipotesi introdotta dallo psicoanalista Carl Gustav Jung nel 1950 per spiegare la contemporaneità di due eventi complessi connessi in maniera acausale: definisce la coincidenza di due o più eventi atemporali (non sincroni), legati da un rapporto di analogo contenuto significativo. (fonte Wikipedia)

(4) così come un sogno mostra le “priorità bio-psico-sociali attuali” del sognatore, selezionando -secondo il principio di importanza- una sola tra le tante tematiche della vita dell’individuo, così la lettura di Tarocchi rivela il processo più significativo con cui il consultante è chiamato a confrontarsi in un determinato momento.

(5) qualità che veicola un certo modo di fare esperienza di sè nel mondo.