SOGNI sugli ARCANI MAGGIORI

L’EREMITA

“Sono all’interno di un edificio e ne salgo le scale a chiocciola: incontro un uomo con una lanterna che mi fa strada illuminando la via. Raggiungo una stanza in alto dove in fondo, seduta ad un tavolo, c’è una donna ad attendermi: mi leggerà i Tarocchi”

L’IMPERATRICE e l’IMPERATORE

“Sono all’interno di uno spazio virtuale, con il mio partner: ci sono due grandi lame, alte almeno tre metri, una dell’Imperatrice e una dell’Imperatore, che si dispongono una di fronte all’altra. Io mi metto a fianco della tre e lui a fianco della quattro. Sembra stia per iniziare il vero agone amoroso”

LA PAPESSA e il MATTO

“Sono all’interno di un edificio di pietra, sembra un castello, c’è penombra. Alla mia sinistra c’è un alto arco e alla mia destra un uomo. In mano ho la carta della Papessa: rappresenta la donna girata di spalle, seduta ad una piccola scrivania che studia. So che quella carta rappresenta i Tarocchi nella dinamica con cui generano il tutto, è la carta chiave. Sento il bisogno di vedere la Papessa in volto, di scoprire il mistero che è celato e quindi di “girare la carta”, che significa girarne l’immagine mantenendola nello stesso verso (un’azione che compio con il pensiero), anche se so che significa svelare un tabù, che di per sè può essere un’azione pericolosa (come per alcune tribù africane vedere i feticci del proprio culto).

Ora che ho girato la carta vedo Le Mat che ha due volti a formarne uno solo, uno dritto e uno girato, fatti combaciare esattamente come fosse il Tao. La carta è sul colore del giallo, il corpo è uno solo. A questo punto sento un voce ed è il volto a diritto del Matto che mi dice “io non me ne andrò mai”, il tono è arrabbiato, come se io lo avessi incitato ad andarsene, e contemporaneamente una vertigine violenta mi attanaglia, come se ci fosse una forte scossa di terremoto. Mi spavento a morte, la tentazione è quella di fuggire, velocemente. Nella grande paura però mi rendo conto che fuggirei da una situazione interna da cui non c’è nessun allontanamento sensato e possibile (sia l’allucinazione acustica sia la vertigine realizzo essere eventi interni che l’uomo alla mia destra non percepisce). Ecco che nel momento in cui passa la seconda vertigine-terremoto io ritrovo la calma, so che se rimango lì non succederà niente di male e che anche il Matto ora è tranquillo.”

 L’APPESO e la STELLA

“Sono davanti ad un piccolo tavolino, posto all’inizio di una specie di ponticello: l’atmosfera è sfumata, come se fossi fuori dal tempo e dallo spazio. Stese sopra il telo che ricopre il tavolino ci sono tre carte: quella di sinistra non la vedo, quella centrale è le Pendu su cui c’è la scritta “sogni” (al posto del nome reale), e la terza a destra è l’Etoile in cui c’è scritto “verità” ”. (Il sogno termina così, la carta finale mi dà grande respiro e sollievo sia nel sogno che da sveglia)

 Gli INNAMORATI e l’APPESO

 “Sono all’interno di un castello a forma rettangolare, con delle altre persone. Stiamo facendo un gioco a gruppi: ognuno, a turno, guida le persone alla ricerca di un tesoro e quando il proprio compito è terminato “scompare”. Ora sono seduta attorno ad un tavolo, con altri cinque giocatori: tutti fanno vedere la propria carta, che è sempre una variante dell’Amoreux. L’ultimo, che non mostra ciò che ha in mano, ha l’Appeso”.

 

IL MAGO, il DUE di DENARI e l’APPESO

“Entro in una struttura diurna per persone disabili accompagnata da uno degli operatori e vedo che stanno facendo un incontro in cui occupano dei problemi della società e rimango molto colpita dalla solidarietà di questo lavoro. Esco da una porta secondaria e mi ritrovo in un cortile ampio con altre persone. E’ l’ora del crepuscolo e si avvicina un ragazzo che mi mostra come può creare una fiamma dal palmo della sua mano: sono meravigliata ed affascinata, l’effetto del fuoco con la luce esterna crea una forte suggestione. Lo sguardo del ragazzo è di chi sa che sta facendo un’operazione magica. Si muove tra le altre persone mostrando ciò che sa fare. Ora risalgo all’interno della struttura e mi siedo ad un grande tavolo con una mia amica: lì ci sono i nostri mazzi di Tarocchi, il mio sparpagliato sul lato destro e il suo sul lato sinistro. Raccolgo le mie carte per sistemarle e mentre lei fa lo stesso vedo chiaramente il due di denari dei Minori. Mentre riconto per controllare che ci siano tutte mi accorgo che manca l’Appeso…per errore è finito nel suo mazzo”

LA STELLA

“Vedo un’immagine fugace di una donna che si lava il volto e una voce fuori campo suggerisce che nell’arcano della Stella c’è il significato delle abluzioni della Vergine”

LA TORRE di BOLOGNA

“Sono davanti ad una vecchia torre di Bologna (che oggi non esiste più), e ci sono degli anziani che per mezzo di un sistema a carrello e impalcature di sostegno vogliono spostare la struttura in un altro luogo. L’operazione non va a buon fine e la torre crolla: correndo trovo riparo sotto ai portici, mentre gli anziani non riescono a salvarsi”

 

LA CADUTA dalla TORRE

“Mi trovo su una torre molto alta ed eccomi precipitare: mentre cado avverto l’aria che mi frena e penso “beh, non è un attimo allora!”. Così ho il tempo di raccomandare l’anima a Dio” (sognatore maturo, convalescente dopo essere stato operato d’urgenza; non credente, ha ricevuto un’educazione cattolica)

La TORRE dell’ALCHIMISTA

“Sono nella mia casa (molto più grande di quella reale), in una stanza a forma circolare, con mobili antichi, vetrate e una grande biblioteca attorno: sembra lo studio di un alchimista. Dalla parte alta si possono vedere le stelle. All’improvviso arriva una scossa di terremoto molto forte, cerco riparo sotto una porta, con altre due persone, il mio partner e la mia migliore amica. Durante la scossa la stanza ruota a 360 gradi su se stessa e rimane complessivamente intatta…sembra quasi una torre, nel senso che so che quella stanza è una struttura a se stante. Siamo a Venezia. Non provo la sensazione di panico, mi preoccupo di sentire telefonicamente mio padre ed anche i miei stanno bene. Prima di lasciare la casa recuperiamo qualcosa per uscire e mentre raggiungo la mia stanza, passando per un corridoio, vedo uscire due topi bianchi da quello che sarebbe uno sgabuzzino: all’inizio la cosa mi spaventa…più che altro sono stupita di avere dei topi in casa!!! Poi tranquillizzata anche dal mio partner, sento di essere contenta che si siano salvati anche i topi!”

LA TORRE da RISTRUTTURARE

“Mi trovo in una casa simile alla torre di Jung (Bollingen, n.d.r.): dà su un lago ed è circondata dalle montagne. La casa è da risistemare”.

  • Incisione della pietra di Bollingen: “Il tempo è un bambino che gioca a dadi: il regno del bambino. Questo è Telesphoros, che vaga attraverso le regioni oscure di questo cosmo e splende come una stella dal profondo. Egli indica la strada verso i cancelli del sole e la terra dei sogni”
  • Telesforo (in greco antico Τελεσφόρος Telesphòros, “che porta alla realizzazione”) era figlio di Asclepio e dio della convalescenza. Spesso accompagnato da sua sorella, Igea, era rappresentato con il capo coperto da un cappuccio o berretto frigio.

IL GRATTACIELO e il FULMINE

“Sono a New york con il mio compagno: ci troviamo in un grattacielo altissimo, di notte. Guardiamo fuori la città buia, quando all’improvviso un potente fulmine colpisce il suolo, aprendo una gigantesca crepa che avanza verso il palazzo.. dobbiamo scendere per salvarci”.

L’ACCESSO al TEMPIO

“Sono con la mia vicina di casa e stiamo per entrare in un tempio nel bosco. La giornata è splendida, piena di sole, tutto intorno il verde. Nell’aprire la porta le dico: “Aspetta, fermati. Per entrare qui dentro devi lasciare fuori l’ego; a lui non è permesso entrare”.

 I TAROCCHI DOPPI

“Sono in un luogo pubblico per leggere i tarocchi, seduto dietro a un gruppo di 10 persone, a loro volta seduti ad un grande tavolo. Ciascuno di loro ha preso un arcano maggiore da un mazzo di tarocchi, e decido di fare un esperimento, una nuova lettura: far prendere a
ciascuno un altro arcano maggiore da un nuovo mazzo, per poter leggere i tarocchi come un dialogo tra due arcani. Penso alla possibilità che qualcuno trovi lo stesso arcano maggiore che già ha con sé (non so perché, ma calcolo come se la carte già estratte siano 20 e non 10, perché penso che solo due arcani maggiori non saranno scelti dal nuovo mazzo). Ma quando mi giro alla mia sinistra, al tavolo dove c’è il nuovo mazzo di tarocchi, è seduto un mio amico (che nella realtà sta aspettando di farsi leggere i tarocchi da me) che ha scoperto tutte le carte. Mi infurio con lui, lo mando a posto, anche altri si sono spostati, decido di ritirare le carte di tutti e non leggerle più.Mi ritrovo con la mia ragazza a cercare di ricomporre separatamente i due mazzi: possiamo farlo perché uno è più rovinato, brutto, l’altro nuovo. Girando le carte una ad una, decidiamo insieme a quale mazzo ciascuna carta appartenga. Curiosamente, escono anche delle foto di Franco
Battiato: la mia ragazza mi suggerisce di metterle nel mazzo brutto, perché effettivamente Battiato è proprio brutto…!”

IL TIMONE (LA ROVE de FORTVNE)

“Mi trovo in riva al mare: sulla spiaggia, ai miei piedi, arriva il timone di una nave, trasportato dalle onde. Mi chiedo da dove arrivi, se le persone che erano a bordo sono salve o meno…quale sarà la sorte di quella imbarcazione”

 

LA SIGNORA degli ANIMALI (LA FORCE)

“Sono in un deserto, sullo sfondo domina un grande olivo. Mi trovo seduta su un trono e attorno a me ci sono animali di diverso tipo (leoni, giaguari), che mi proteggono.”

 

IL MONDO in MOVIMENTO

“Vedo l’androgino di Le Monde sospeso in aria…e intorno, sempre sospese, le quattro entità. Non sono fissi, si muovono leggermente con molta armonia”

LE TRE CARTE

“Sono in compagnia di una mia amica che mi dice “Queste carte sono per te”; le guardo e noto che sono rappresentati due animali, due figure umane (v. Arcani Minori Re e Regina) e due cuori (in tutto sono sei carte)”

IL MATTO e l’EREMITA

“Sono nella mia camera da letto, c’è penombra, come in una notte illuminata dalla luna piena. Al centro della stanza c’è un albero, sul tronco è arrotolato un enorme serpente nero: è tranquillo ma voglio mandarlo via comunque, cosi con un rametto gli dò qualche spinta. Il serpente apre gli occhi e inizia a muoversi verso la finestra; mentre lo fa si trasforma in un inquietante giullare con un vestito multicolore e il cappello con i campanelli: in mano ha una lanterna a forma di nuvola, mentre sogghigna e mi guarda esce dalla finestra, camminando per aria. Quando se ne va sono così sollevata che mi sveglio”

LABORATORIO SOGNI & MITI

Il Laboratorio Sogni & Miti è un nuovo progetto che nasce con l’intenzione di vivificare la nostra naturale tendenza a pensare per immagini, a sentire e rappresentare la realtà in termini mitologici. Il mito è definito da Joseph Campbell comel a necessità di avere un modello che dia la direzione da prendere e delle risposte su come trattare i problemi e le occasioni che incontriamo nel corso della nostra esistenza. Dalla notte dei tempi i miti vengono raccontati sotto forma di storie del mondo e dell’essere umano (della sua creazione, trasformazione, morte e resurrezione) e accompagnano il farsi dell’anima nel suo cammino.

“Ciò che fa il mito per noi è mostrare il trascendente oltre il campo fenomenico. (…)  E’ portatore di un’energia  che proviene da un regno che sta al di là dei poteri della nostra conoscenza, e tale energia si lega a ciascuno di noi, in questo nostro corpo, per un certo compito.” J. Campbell

Ripetere i miti e celebrare i riti sono operazioni sacre che permettono all’individuo di avere un centro, di trovare un asse che colleghi la storia personale -biografica- con la dimensione transpersonale, per rendersi trasparenti alla trascendenza:

“Sul bordo della trascendenza si situa la felicità, intesa come senso profondo di essere presenti, di stare facendo ciò che dobbiamo assolutamente fare per essere noi stessi.”

Il mito, come modello e possibilità di confronto con la storia dell’essere umano e delle sue esperienze dalla notte dei tempi, è un’occasione di conoscenza e approfondimento delle dinamiche psichiche che ci costituiscono e che sono intrinseche alla condizione del vivere, nonchè fondanti gli aspetti culturali che caratterizzano una società. Secondo J. Campbell una mitologia operante è al servizio di quattro funzioni: mistica (rende cosciente un certo significato dell’esistenza), cosmologica (di conciliazione con la natura), sociologica (è uno stabilizzatore sociale) e psicologica (accompagna lo sviluppo dell’individuo nelle varie fasi).

Elemire Zolla parla del mito come di “un racconto che ferma l’attenzione, colpisce e trasmette delle verità, smuovendo qualcosa nel nostro inconscio e in quest’azione sta la sua forza. La vicenda mitica ci impegna al di sotto della nostra coscienza”.

Ognuno di noi risuona con particolare intensità con un certo tema mitico, il leimotiv che fa da sfondo all’esistenza: ripercorrendo le tracce delle divinità, degli eroi e delle eroine e delle loro avventure, possiamo accogliere anche la nostra storia e rivederla sotto una luce più comprensiva e ampia, in una cornice che la colloca in una storia del mondo, che interpretiamo e da cui possiamo apprendere significati fino ad ora inesplorati.

In alcuni sogni, nell’arco della vita, appaiono i temi mitici che vivono attraverso di noi: rievocando la potenza di queste immagini ci troviamo ad aderire con maggior forza al nostro destino, alla voce del Daimon.

 

Il Laboratorio Sogni & Miti avrà cadenza bimensile.

1. incontro: INTRODUZIONE alla FUNZIONE del MITO: da J. Campbell alla psicologia archetipica di J. Hillmann

2. incontro: I MOTIVI MITOLOGICI da “Il linguaggio dei sogni. Simboli e interpretazioni” di E. C. Whitmont e B. S. Perera. Utilizzo dell’amplificazione con i motivi nel mito nel lavoro con i sogni

3. incontro: IL MITO di PHANES nella tradizione orfico-pitagorica

4. incontro: DIONISO e lo SPARAGMOS, l’archetipo della vita indistruttibile

5. incontro: ARIANNA e il LABIRINTO, la Signora degli Animali

6. incontro: ISIDE VELATA e i suoi MISTERI

7. incontro: GEA e URANO e il tema della successione al padre

8. incontro: SATURNO, il lontano Signore della Pace

9. incontro: I MISTERI ELEUSINI e l’immortalità dell’anima: Demetra, Persefone e Dioniso.

10. incontro: IL PANTHEON GRECO e le DIVINITA’ come funzioni psicologiche e archetipi interiori del femminile e del maschile.

Durante gli incontri si lavorerà su una selezione di sogni che contengono motivi mitici e verranno consigliate delle letture di testi e documenti per approfondire le tematiche trattate.

 

 

BIBLIOGRAFIA GENERALE

Nella seguente bibliografia sono segnalati testi di approfondimento sulle tematiche trattate durante i Laboratori (Lab. Sogni, Lab. Sogni & Tarocchi, Lab. Sogni & Miti). I titoli sono raggruppati in aree di riferimento. Per la bibliografia onirica visita la pagina http://ilsognodipsiche.altervista.org/bibliografia-essenziale-sui-sogni/

Per richieste di indicazioni scrivere a [email protected]

 

PSICOLOGIA del PROFONDO

“Simboli e interpretazione dei sogni” di C. G. Jung, Biblioteca Bollati Boringhieri (testo già incluso in “L’uomo e i suoi simboli”)

“L’analisi dei sogni. Gli archetipi dell’inconscio. La sincronicità” di C. G. Jung, Ed. Bollati Boringhieri

“L’uomo e i suoi simboli” di C. G. Jung e altri autori, Ed. Tea

“Psiche e materia” di L. M. Von Franz, Ed. Bollati Boringhieri

“Sincronicità. Un connubio tra materia e psiche” di F. David Peat, Magi Edizioni

“Amare tradire. Quasi un’apologia del tradimento”“Integrazione della personalità”, “I sotterranei dell’anima. Tra i mostri della follia e gli dei della creazione” di A. Carotenuto, ed. Bompiani

 

PSICOLOGIA ARCHETIPICA

“L’anima del mondo. Conversazioni con Silvia Ronchey” di J. Hillman, Ed. Rizzoli

“L’anima del mondo e il pensiero del cuore” di J. Hillman, Ed. Adelphi

“Puer aeternus” di J. Hillman, Ed. Adelphi

“Il codice dell’anima. Carattere, vocazione, destino” di J. Hillman, Ed. Adelphi

“Il sogno e il mondo infero” di J. Hillman, Ed. Adelphi

“Gli stili del potere” di J. Hillman, Ed. Bur

 

PSICOLOGIA dei CHAKRA

“Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia” di A. Judith, Ed. Neri Pozza

“I sette chakra” di A. Judith e S. Vega, Ed. Armenia

 

MITOLOGIA & PSICOLOGIA

“Il potere del mito” di J. Campbell, Ed. Neri Pozza

“Percorsi di felicità. Mitologia e trasformazione personale” di J. Campbell, Raffaello Cortina

“L’Universo, gli Dèi, gli Uomini” di Jean-Pierre Vernant, Ed. Einaudi

“Le nozze di Cadmo e Armonia” di R. Calasso, Adelphi

“Il simposio” di Platone, a cura di G. Colli, Feltrinelli

“Mangiare Dio” di J. Kott, Ed. ES (per approfondimento sulle Baccanti)

“Dioniso. Archetipo della vita indistruttibile” di K. Kerényi, Adelphi

“Nel labirinto” di K. Keréniy, Bollati Boringhieri

“Le Dee dentro la donna. Una nuova psicologia al femminile” di J. Bolen, Ed. Astrolabio

“Gli Dei dentro l’uomo. Una nuova psicologia maschile “ di J. Bolen, Ed. Astrolabio

 

PSICOANALISI

“Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sè” di Alice Miller, Ed. Bollati Boringhieri

“Ferite simboliche. Un’interpretazione psicoanalitica dei riti puberali” di B. Bettelheim, Ed. SE

 

PSICOSOMATICA

“La psicosomatica. Il significato e il senso della malattia” di D. Frigoli, G. Cavallari, D. Ottolenghi, Xenia

“Percorsi psicosomatici. Itinerari linguistici tra mente e corpo” di G. Marchioro, Libreriauniversitaria.it Edizioni

“Simbolo o sintomo. Due diverse destinazioni dei contenuti inconsci” a cura di C. Widmann, Magi Edizioni

“Dialoghi tra psiche e soma. Fondamenti di antropoanalisi fenomenologica applicata” di F. Nanetti, Magi Edizioni

“Psicosomatica e simbolo. Saggi di ecobiopsicologia” a cura di D. Frigoli, Armando Editore

“Gioco di specchi. “Riflessioni” tra natura e psiche” di M. Pusceddu, Ed. Persiani

“Il corpo racconta. Psicosomatica e archetipo” di M. Pusceddu, Ed. Persiani

 

PSICOLOGIA secondo l’ENERGETICA CLASSICA CINESE

“I colori del cuore” di M. Schmid, Ed. Enea

“Il cammino dell’Anima in Medicina Cinese” di F. Bottalo, Ed. Xenia

“La Medicina Cinese. Spiriti, cuore ed emozioni” di E. Rochat de la Vallèe, Ed. Jaca Book

 

ETNOPSICHIATRIA

“Le ragioni del dolore. Etnopsichiatria della depressione” di Piero Coppo, Ed. Bollati Boringhieri

“Una nuova interpretazione dei sogni” di T. Nathan, Cortina Raffaello

 

ANTROPOSOFIA MEDICA

“Le connessioni spirituali di Fegato, Polmone, Rene, Cuore” di Walter Hotzapfel, Natura e Cultura – Antroposofia

“Una fisiologia occulta” di R. Steiner, Ed. Antroposofica Milano

“Scienza dello Spirito e Medicina” di R. Steiner, Ed. Antroposofica Milano

 

PSICOLOGIA ESOTERICA

“Il destino come scelta. Psicologia esoterica” di T. Dethlefsen, Mediterranee

 

ASTROLOGIA UMANISTICA E PSICOLOGICA

“Astrologia. Lo Zodiaco è tanto evidente da risultare invisibile” n. 14 di Oltre Confine, Ed. Spazio Interiore

“I nostri simboli interiori. Introduzione all’Astrologia umanistica e psicologica” di L. Fassio, Spazio Interiore

“Astrologia umanistica” di S. Conti e L. Lombardo, Ed. Anima

“Simbologia della Luna. L’archetipo del femminile in Astropsicologia” di L. Fassio, Spazio Interiore

“Simbologia di Saturno. Come venire a patti con il Grande Vecchio” di L. Fassio, Spazio Interiore

 

MEDICINA e FILOSOFIA

“Filosofia per la medicina, medicina per la filosofia” di F. Bottaccioli, Ed. Tecniche Nuove

“Il dialogo del silenzio. Scuola della Respirazione”, “Il triangolo instabile” e altri… di Itsuo Tsuda, Luni Editrice

 

TITOLI VARI

“Evoluzione” di Ervin Laszlo, Feltrinelli

“Il linguaggio del cambiamento” di P.  Watzlawick, Feltrinelli

“Plotino o la semplicità dello sguardo” di P. Hadot, Ed. Piccola Biblioteca Einaudi

“Esercizi spirituali e filosofia antica” di P. Hadot, Ed. Piccola Biblioteca Einaudi

“Il simbolismo dei colori” di C. Widmann, Magi Edizioni

“Neuropsicologia dell’esperienza religiosa” di F. Fabbro, Ed. Astrolabio

“Neuroscienze e spiritualità. Mente e coscienza nelle tradizioni religiose” a cura di F. Fabbro, Ed. Astrolabio

“Carlos Castaneda e i navigatori dell’infinito” di M. Bertuccioli, Eterotopie Mimesis

“L’estasi farmacologica. Uso magico-religioso delle droghe nel mondo antico” di P. Nencini, Giovanni Fioriti Editore

“I malinconici e la divinazione” di Alonso de Freylas. Introduzione, traduzione e note di Felice Gambin, SEID Editori

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA sul TAROT

Le origini dei Tarocchi, la loro storia ed evoluzione sono ancora oggi dati a dir poco incerti e molto dibattuti. La letteratura sulle Lame è pressochè infinita: come libro muto che raccoglie ogni manifestazione della conoscenza umana, il Tarot si presta a moltissime interpretazioni e connessioni, tra culture tanto antiche quanto lontane. A seguire una proposta bibliografica circoscritta ma più che sufficiente per iniziare un avvincente viaggio nelle immagini fondanti l’esperienza di Psiche nel Mondo.

 

TAROCCHI n. 13 OLTRE CONFINE, Ed. Spazio Interiore, 2014

IL SISTEMA dei SIMBOLI. Un nuovo modo di guardare ai Tarocchi, Toni Allen, Ed. Spazio Interiore, 2014 

GLI ARCANI della VITA – Una lettura psicologica dei Tarocchi, Claudio Widmann, Ed. Magi, 2010

TAROCCHI e ARCHETIPI – La voce della Stella vol. 1, Simonetta Secchi e Alessandra Atti, Ed. Museodei by Hermatena, 2013

TAROCCHI e ARCHETIPI – Il maestro interiore vol. 2, Simonetta Secchi e Alessandra Atti, Ed. Museodei by Hermatena, 2014

LA VIA dei TAROCCHI, A. Jodoroswsky e M. Costa, Ed. Universale Economica Feltrinelli, 2005

L’INTERPRETAZIONE dei SOGNI con i TAROCCHI – ONIROTAROLOGIA, Massimiliano Colosimo, Ed. Cerchio della Luna

MEDITAZIONI sui TAROCCHI- Un viaggio nell’ermetismo cristiano vol. 1 e 2, Anonimo, Ed. Estrella de oriente

JUNG and TAROT – An archetypal journey, Sallie Nichols, Ed. Weiser, 1980

LABORATORIO SOGNI & TAROCCHI

 

Il Laboratorio Sogni & Tarocchi è uno spazio di lavoro -teorico e pratico- sui simboli degli Arcani Maggiori e le loro relazioni con le immagini e le dinamiche oniriche. Nelle icone del Tarot si rintracciano non solo le funzioni psichiche costitutive, ma anche le tappe del percorso di realizzazione di sè, chiamato da C. G. Jung “processo di individuazione”.

Come in un vero e proprio pellegrinaggio le Mat (carta n. 0) -emblema dell’Anima e della ricerca interiore- attraversa fasi di conoscenza in un movimento a spirale che conduce l’individuo a sperimentare il proprio grado di consapevolezza a differenti livelli, a seconda delle circostanze con cui si confronta.

Gli Arcani Maggiori, come “quintessenza”, raccolgono in immagini la totalità dei movimenti psichici, indicando -secondo il principio di sincronicità- l’aspetto su cui la coscienza ha bisogno di focalizzare. I sogni, descrivendo con puntualità la situazione attuale del sognatore, sono a loro volta la manifestazione di ciò che accade nella propria intimità psichica: sono un’autorappresentazione spontanea dell’inconscio (C. G. Jung).

Attraverso l’associazione delle Lame con il racconto del sogno, è possibile contestualizzare e mettere in trasparenza i propri processi avvalendosi di uno strumento in più: le immagini e i simboli fanno da ponte tra conscio e inconscio, promuovendo il dialogo necessario per incrementare conoscenza e consapevolezza nella vita quotidiana.

 

E’ vivamente consigliata la lettura e lo studio del libro di Massimiliano Colosimo “Interpretazione dei Sogni con i Tarocchi – Onirotarologia”, Ed. Cerchio della Luna. Visita il blog e il sito dell’autore alle pagine https://onirotarologia.wordpress.com/http://www.onirotarologia.it/. 

Molto interessante e utile l’approfondimento degli Arcani Maggiori proposto nel blog di Nadir http://tarocchiepsiche.altervista.org/

 

 

1° incontro IL TAROT

–  scopi e funzioni di una macchina metafisica

–  il principio di sincronicità

 

2° incontro RELAZIONI tra SOGNI e ARCANI

–  simboli e immagini come ponti tra conscio e inconscio

–  archetipi dell’inconscio collettivo

 

3° incontro RICOSTRUIRE il SOGNO con gli ARCANI MAGGIORI

–  scomposizione in atti del sogno e associazione con le Lame

 

4° incontro LE MAT e LE BATELEUR

–  il viaggio dell’Anima e l’inizio dell’Opera

 

5° incontro LA PAPESSE e LIMPERATRICE

–  l’introiezione e la progettualità artistica

 

6° incontro L’EMPEREUP e LE PAPE

– la concretizzazione e la trasmissione

 

7° incontro  L’AMOUREUX e LE CHARIOT

– la scelta di sè come contatto con il daimon e la riuscita nel mondo

 

8° incontro LA JUSTICE e L’HERMITE

– Ananke, il principio di necessità e Saturno, il senso di Realtà

 

9° incontro LA ROVE DE FORTVNE e LA FORCE

–  l’enigma e la connessione cielo-terra

 

10° incontro  LE PENDU e la XIII

–  il ribaltamento della prospettiva e la grande trasformazione

 

11° incontro TEMPERANCE e LE DIABLE

– imparare ad utilizzare le proprie energie e il Guardiano della Soglia

 

12° incontro  LA MAISON DIEV e L’ETOILLE

– l’abbondanza e il proprio posto nel mondo

 

13° incontro  LA LUNE e LE SOLEIL

– i Luminari dentro di noi

 

14° incontro LE IUGEMENT e LE MONDE

– il mistero della Resurrezione e la realizzazione del Sè

 

15° incontro ESERCITAZIONE PRATICA

– lavoro sul sogno e associazione con gli Arcani

 

16° incontro ESERCITAZIONE PRATICA

– lavoro sul sogno e associazione con gli Arcani

 

Tra un incontro e l’altro i partecipanti sono invitati a svolgere lavoro individuale sul sogno e un esercizio di osservazione relativo agli Arcani Maggiori; nel corso del Laboratorio verranno indicati schede e testi per approfondire le tematiche trattate.

 

RACCOLTA SOGNI con ANIMALI

Incontrare un animale in sogno è un evento molto significativo per la Psiche: nel suo movimento di ricerca ritrova in questi un compagno di viaggio, un alleato, un curatore e un grande insegnante.

 

IL SERPENTE VERDE SMERALDO

“Sono in una radura, con il sole alto di mezzogiorno, la natura è verdeggiante tutto attorno. Sulla destra vedo una bambina di circa 4-5 anni, da sola, gioca tra le piante, so che è protetta dalla stessa natura in cui è immersa. Proseguo verso destra in direzione di una cascatella e del ponte che la supera. Dal corso d’acqua vedo scendere e venire verso di me un grande serpente color smeraldo che si muove con velocità ed eleganza. Si pone al mio cospetto e io lo raccolgo prendendolo all’altezza della mascella per evitarne il morso (penso ai documentari sui serpenti) e con l’altra mano ne accompagno il movimento attorno al braccio destro, su cui si attorciglia. Con la punta della coda si aggancia al mignolo e mi dico di ricordarmi -al momento in cui lo lascerò di nuovo a terra- di spostare la coda. Iniziamo un giro della radura -in senso orario- guardandoci negli occhi: il suo sguardo è quasi umano, mi sento molto immedesimata in lui e proprio per questo allento la presa sotto la bocca, per non fargli male e lasciarlo muovere l’articolazione. So che se non lo tenessi in quel modo morderebbe, ma non per nuocermi, piuttosto -istintivamente- per difendersi e liberarsi. Incontriamo due uomini che rimangono all’altezza della cinta di alti alberi che contornano la radura e poi ritorniamo al punto da cui siamo partiti. Sgancio la coda dal mignolo e su un pezzo di prato con più erba lo lascio cadere, sapendo che ciò avverrà nel punto più morbido dove l’erba è alta. Mi allontano continuando a guardarlo e dal suo corpo si estende una propaggine che viene verso di me: camminando all’indietro e a fatica (come ci fosse una ipergravità), mi sposto a sufficienza per non essere catturata. A quel punto mi inchino a mani giunte per salutarlo e ringraziarlo e il serpente, usando la coda e l’altra parte di corpo, esegue lo stesso gesto”. (sogno fatto in un periodo di stress in cui si verificano ricorrenti episodi di bruxismo)

 

IL SERPENTE PIUMATO

“Sto risalendo la costa di una montagna, con mio padre e la sua compagna, è pomeriggio. In lontananza vedo il gruppetto di case che dobbiamo raggiungere prima che cali il sole: la strada è molta ancora, tutta in salita, temo di non avere le forze di giungere fin lassù. Ecco che mi trovo all’improvviso all’interno della casa, senza i compagni di viaggio: ci sono ragazzi e ragazze più giovani di me, sembra un ritrovo. Sulla sinistra della stanza c’è un divano bianco e -oltre- la porta finestra da cui arriva la luce esterna. Con lo sguardo mi rivolgo verso il divano e vedo arrotolato come un gatto un grandissimo serpente piumato: come se i miei occhi l’avessero svegliato, questi si leva in volo e distendendosi inizia un giro della stanza in senso antiorario. Mi trovo esattamente a h 6. Il serpente ha un piumaggio che va dall’azzurro al bianco, screziato d’argento: sono in piedi e tocca la mia gola al suo passaggio, in tutta la sua lunghezza. Sento il morbido delle piume ma anche la forza del suo corpo. Compiuto il giro torna sul divano e poi scompare e dalla stessa direzione viene verso di me una giovane ragazza, vestita con maglietta e jeans, capelli lunghi, mossi e scuri. Comprendo -solo vedendola- che lei ha intercesso per me con il serpente e mi inchino giungendo le mani per ringraziarla di questa bellissima manifestazione”. (sogno fatto in guarigione dalla seconda ricaduta di malattia con febbre alta e placche alla gola)

 

LA VISITA delle API

“Sono in una radura, ai lati ci sono degli alberi, davanti a me si apre la vista sul lago; parlo al telefono con mia madre, tenendo il cellulare sull’orecchio sinistro. Da sinistra sento arrivare un suono crescente e vedo un addensamento nero che avvicinandosi riconosco essere un vasto sciame di api. Questo si avvolge attorno a me, e lentamente tutte le api sono sul mio corpo: indosso una maglietta a maniche corte e pantaloncini. Sento che le api, con le piccole zampe, tastano la mia pelle e penso che è un momento in cui bisogna rimanere in silenzio, in cui non avere paura. Poco dopo lo sciame si scioglie e riprende il suo volo verso destra: rimango con la sensazione che sia accaduto qualcosa di sacro.”

 

IL FIUTO del LEONE

“Sono nel bosco, vicino casa. In lontananza vedo un leone: non lo sento minaccioso, ma desidero che non si accorga di me tramite il mio odore. Sto quindi attento a non mettermi in direzione del vento” (il sognatore attraversa un periodo di astenia)

LE DUE TIGRI

“Sono una tigre e mi trovo con una tigre maschio sdraiata a terra: ci tocchiamo il muso a vicenda”.

IL CANYON e la TIGRE

“Sono in un canyon, sulla parete scoscesa, sotto di me il vuoto. Posso solo o salire o scendere ma non sostare. Risalgo e appena mi affaccio vedo una grande tigre che mi guarda. Non posso passare di lì, quindi cerco un punto in cui fermarmi. Ne individuo uno e mi siedo, mi rilasso. Quando risalgo, sperando che la tigre se ne sia andata, la ritrovo ancora lì. A quel punto lei mi parla e dice di attenderla. Si allontana per tornare poco dopo, con un oggetto per me (che il sognatore non ricorda). Una volta che me lo ha consegnato se ne va e io mi sento forte e sereno: sono libero di procedere” (il sognatore attraversa un momento di passaggio che precede un lungo viaggio in India).

IL MORSO della TARANTOLA

“Vedo la mia mano destra in primo piano, mi ha punto una tarantola: è gonfia e piena di siero” (sogno che annuncia febbre a 41.5°)

L’ABBRACCIO del CAVALLO

“Esco da un capannone industriale al seguito di un corteo di diversi animali: mi ritrovo in uno spiazzo molto ampio, semicircolare, che dà sull’infinito. Alle mie spalle rimane la struttura e il cielo diurno, mentre sopra di me inizia la notte, il cielo tempestato di fitte stelle, molto luminose e di diversi colori. Ora sono sola, alla mia destra c’è un cavallo, marrone, guarda dritto davanti a sè: quindi si volta e mi invita a salire, ma ho paura, è come se non fossi ancora pronta. L’animale piega il suo collo attorno al mio, permettendo così di appoggiarmi a lui, di essere abbracciata. Sento il calore del respiro e della pelle del cavallo. Guardo il cielo e le stelle colorate e capisco che sto sognando: la scene diventa instabile e il sogno svanisce.”

IL PITONE e la SCALA

“Sono al primo piano di una casa sconosciuta, è notte, dalle finestre arriva filtrata la luce della luna. Sono fermo in cima alla scala, in fondo a questa c’è un grande pitone, immobile come se dormisse. Non ne conosco la ragione ma io devo assolutamente scendere quella scala: quindi corro giù e insieme agli ultimi due gradini salto anche il pitone. A questo punto corro più veloce che posso in un corridoio sulla sinistra, giro un angolo e mi rendo conto che il pitone mi sta inseguendo. Anche se scappo lui è più veloce di me, sento che mi morde una scarpa: cado a terra e d’istinto mi volto e gli afferro la testa, glie la stringo per poi alla fine staccargliela.” (il sogno viene ricordato solo due ore dopo, a lezione di storia dell’Africa Sub Sahariana, mentre si parla di simboli e animali africani)

 

LE FOCHE BIANCHE

“Sono in un parco, c’è una grande villa in lontananza (potrebbe essere un parco reale). Ho la macchina fotografica con me e ricerco un posto dove stare: ecco che mi appoggio al tronco di un grande salice. Davanti c’è una pozza d’acqua, color biancastro, come sulfurea. Tolgo scarpe, calzini e pantaloni e immergo le gambe: arrivano quattro foche, piccole, bianche, con grandi occhi neri e profondi. Ritraggo d’istinto le gambe e queste scompaiono: per rivederle immergo di nuovo le gambe e le foche tornano, mi circondano il piede destro e cominciano a strusciarvisi contro col muso. Sono bellissime” (la sognatrice ha preso una storta alla caviglia destra poco tempo prima)

LA RONDINELLA

“C’é una rondinella che come fossi il suo piccolo mi imbocca il cibo con il becco: all’inizio sono un pò impressionata, poi capisco che lo fa per il mio bene” (sogno fatto durante una notte di dolori articolari)

 

GLI UCCELLI nella CESTA

“Sono con un uomo che tiene in mano una cesta contenente due uccelli di media grandezza. Uno di questi ha il capo reclinato a destra, sembra malconcio ma respira e lo accarezzo; dico che è solo stanco per il lungo trasporto e ha solo bisogno di riposo. Ora alza il capo e si mette in piedi: di colpo il suo aspetto diventa quasi umano, gli occhi sono grandi e le piume formano una chioma attorno al volto. Parla speditamente e io lo guardo sbigottita e meravigliata finchè dice “Non sto molto bene, ieri sera ho mangiato carne”.” (la sognatrice la sera prima aveva effettivamente mangiato carne)

L’ORSO nel FIUME

“Sono lungo il corso di un fiume: vedo il corpo di un orso inerme scorrere con le acque, non so se sia morto o solo svenuto, il muso è nell’acqua”.

LE FORMICHE sulla MANO

“Sono lungo il marciapiede di una strada non trafficata, di giorno, da sola. Una schiera di formiche risale da terra lungo il braccio destro fino all’apice del dito indice: osservo la scena incuriosita finchè le formiche non iniziano a pungermi e sento un gran bruciore. Compare un panda con la bocca da formichiere che mi dà una mano a toglierle cominciando a mangiarsele”. (sogno fatto in fase di riabilitazione da distorsione al piede, con tendinite diffusa. Tre giorni dopo la Dottoressa consiglia il rimedio omepatico Formica in fiale, per modulare il processo infiammatorio; le formiche pungono nel LI 1, Mercante dello Yang in MTC, punto di Intestino Crasso, Viscere importante nella patobiografia della sognatrice)

IL SALUTO del PAPPAGALLO

“Suonano alla porta e vado ad aprire: è un mio amico che non vedo da tempo, che per molto tempo ha abitato nelle foreste del Brasile. Lo abbraccio felice che sia qui e sulla sua spalla sinistra sta un piccolo pappagallo giallo, verde e azzurro, che mi dà un “bacio” sulla guancia. Faccio strada lungo il lungo corridoio di casa e il pappagallo mi dice “Ciao zucca arancione!”.

IL FENICOTTERO ROSA

“Sono in una grande stanza, sul fondo, lontane, ci sono delle altre persone. Mi viene incontro un fenicottero rosa che inizia a darmi dei bacini sul volto: è un momento gioioso in cui sento lo slancio dell’animale con grande affetto.”

IL CERVO D’ORO

“Sono in una fitta foresta, da sola. Procedo ed ecco che mi viene incontro un cervo d’oro che mi dice “è tutto a posto, stai conducendo bene la tua vita. Inizio a piangere per la commozione, quando mi sveglio sto piangendo anche nella realtà.”

LA SIGNORA DEGLI ANIMALI

“Sono in un deserto, sullo sfondo domina un grande olivo. Mi trovo seduta su un trono e attorno a me ci sono animali di diverso tipo (leoni, giaguari), che mi proteggono.”

I SETTE INCUBI PIU’ COMUNI

Dalla rivista “Mente & Cervello”, 2014.

 

  • ESSERE INSEGUITI: la dinamica onirica mostra che il sognatore fugge da qualcosa con cui ha paura di confrontarsi: una condizione interiore, la propria Ombra (in senso junghiano), una situazione reale.

 

  • PAURA della MATURITA’: più diffuso tra le persone con un elevato livello di istruzione, nella cui vita (lavorativa) le prestazioni giocano un ruolo importante. Indica che il sognatore non si sente preparato ad affrontare una certa situazione in cui deve mettersi alla prova.

 

  • CADERE nel VUOTO: sogno tipico dei soggetti ansiosi o tendenti alla depressione; il baratro in cui si precipita è interiore, la caduta è emozionale e spesso legata a traumi, insuccessi o delusioni affettive.

 

  • URGENZA di un BAGNO: sogno tipico che mette in scena l’impellente necessità di una toilette che il sognatore non trova, o che si rivela immancabilmente occupata, fuori uso o molto sporca. Indica la presenza di un bisogno interiore -diverso per ciascuno- che le condizioni del momento aggravano o non permettono di soddisfare.

 

  • MORTE di una PERSONA CARA: sogno che rivela una condizione di paura o insicurezza relativamente agli affetti più vicini (come sarebbe la mia vita se…?)

 

  • ESSERE NUDI o VESTITI MALE in mezzo alla GENTE: il corpo nudo rappresenta la vera essenza del sognatore. Se la nudità  o i propri “abiti” (intesi come modi di essere) creano imbarazzo, al sognatore viene messa in luce la sua sensazione di inadeguatezza nel rapporto con gli altri e la difficoltà a presentarsi in maniera autentica per il timore del rifiuto o del giudizio.

 

  • PERDITA dei DENTI: il sognatore ha esaurito le sue energie vitali e la sua forza; vive o presagisce la fine di una situazione nella sua vita, che crea senso di perdita (fine di una relazione sentimentale ad esempio).

 

 

 

 

RIMEDI NATURALI per SOGNARE

 

Dalla Natura giungono fino a noi diverse piante note per la loro azione sulla sfera onirica, in forma di olio essenziale da usare nel diffusore d’ambiente (1). Il materiale qui riportato è tratto da siti e libri sull’argomento.

 

OLIO ESSENZIALE di SALVIA SCLAREA

Nell’antichità la Salvia Sclarea era considerata una pianta sacra. Il suo nome deriva dal latino salvere da cui “salvare”, perché creduta benefica per qualsiasi male. Nel Medioevo si usava mettere qualche foglia -ricca di olio essenziale- in bocca, prima di andare a dormire, per favorire sogni divinatori o risolutivi di problemi: uno dei nomi con cui era definita la salvia Sclarea anticamente era “occhio chiaro”. Stimola i sogni, aumenta l’attività onirica e la capacità di ricordare quanto si è sognato. Apprezzata da artisti e creativi in generale, può fornire idee e spunti per creare relazioni, immaginare soluzioni, dar vita a mondi immaginari: stimola la creatività, l’ispirazione e le visioni.

L’olio essenziale di Salvia Sclarea favorisce i sogni di sblocco quando ci si trova davanti ad un bivio. A livello spirituale è uno stimolatore dello sguardo interiore, aiutando a vedere più chiaramente.

 

OLIO ESSENZIALE di MELISSA

Il nome Melissa deriva dalla radice indoeuropea “Mel”, la stessa da cui proviene il termine “miele”. La sua è una storia antica, essendo stata coltivata da molte civiltà. Gli Arabi, i Romani, i Francesi ne conoscevano le numerose proprietà curative. In greco significa pianta delle api, a dimostrare la predilezione che questi insetti hanno per la pianta. Durante il medioevo la melissa conobbe un periodo di fama come erba medicinale e lo stesso Carlo Magno ne aveva ordinato la coltivazione nei giardini medicinali del regno.

L’olio essenziale di melissa è efficace contro l’insonnia, è un ottimo antistress, mitiga gli effetti esercitati sulla psiche da eventi esterni. Elimina gli incubi e favorisce i buoni sogni. 

 

OLIO ESSENZIALE di NOCE MOSCATA

L’olio essenziale di noce moscata è un’essenza molto attiva e potente, da usare con cautela. Ha un’azione neurostimolante ed afrodisiaca. Rende i sogni più colorati e intensi, incrementando in generale l’attività onirica. Stimola l’istinto, la creatività, l’ispirazione, lavorando come la salvia sclarea sul VI° chakra.

 

OLIO ESSENZIALE di LAVANDA

Originaria in Europa meridionale e occidentale, quella provenzale è la più famosa, fu pianta preziosa già per gli antichi Romani che mettevano mazzetti di fiori nell’acqua dei bagni termali. La lavanda veniva utilizzata già allora come base per raffinati profumi e per preparare decotti e infusi usati per la bellezza della pelle e dei capelli.

L’olio essenziale di lavanda è un eccellente rilassante, antistress, efficace in caso di agitazione, paura, rabbia. Indicato per chi soffre d’insonnia. Libera il pensiero e aiuta a prendere una decisione: rigenerante psichico in grado di influire positivamente sui processi di pensiero. Promuove sogni di “pulizia” psichica.

 

Per chi usa rimedi vibrazionali è indicata anche una miscela di fiori di Bach contenente Cerato e Star of B., per lavorare sul tema della MEMORIA (aggiungere Chestnut Bud e White Chestnut in casi di sogni ricorrenti). In generale l’uso dei Fiori di Bach induce un aumento spontaneo dell’attività onirica, indipendentemente dall’azione specifica per cui sono stati consigliati. In particolare per ricordare meglio i sogni sono indicati:

 

CERATO

E’ il fiore indicato nei periodi in cui manca la lucidità per operare la scelta davanti a più soluzioni; le azioni sono dispersive, i pensieri influenzabili. Per chi desidera sviluppare la parte intuitiva. Aiuta a ricordare i sogni, lavorando sul tema delle memoria e dell’ascolto interiore.

 

STAR OF BETHLEHEM

Considerato il “grande consolatore” del sistema floreale, rimargina le ferite, attutisce i colpi, aiuta a superare i traumi. Lavora in modo sottile, spesso potenziando l’attività onirica e la capacità di ricordare i sogni.

 

 

(1) gli oli essenziali non vanno mai usati puri sulla pelle perchè irritanti, nè ingeriti. Non usare in gravidanza, in allattamento o se si assumono farmaci ipnoinducenti o psicofarmaci o alcolici. Con il diffusore d’essenze si garantisce un uso sicuro: accendere la candelina un’ora prima di andare a dormire e spegnere prima di coricarsi.

INVENTARIO PERSONALE

 

Dal testo “I SOGNI. Domande di oggi alle risposte di domani”, di E. Cayce-M. Thurston, Ed. Mediterranee, pp. 55-57

 

“Nella maggior parte dei casi i sogni sono altamente di natura pratica e trattano quegli stessi problemi di cui si cercherebbe la soluzione se ci si rivolgesse ad un terapeuta di fiducia. I sogni producono un commento su quelle cose di cui si occupa la nostra mente nel corso della giornata. Estendiamo questa nozione affermando che il significato dei sogni generalmente si riferisce ad una certa area della vita quotidiana in cui noi investiamo tempo, energia o preoccupazione.

Si potrebbe usare l’elenco sottostante come inventario della propria vita. Facciamo una breve pausa e cerchiamo di osservare noi stessi. Su che parte della nostra vita investiamo più tempo ed energia? Su che parte si investono più pensieri, creativi, preoccupati o ansiosi? L’elenco sottostante potrà sembrarvi incompleto, per cui se è necessario aggiungete delle voci. Riempite gli spazi vuoti riguardanti i rapporti, con il nome delle persone che svolgono ora per voi un ruolo chiave. In un secondo momento date un punteggio ad ogni voce, usando questa scala:

3 = una quantità elevata di tempo, energia o preoccupazione

2 = una quantità moderata di tempo, energia o preoccupazione

1 = una quantità minima di tempo, energia o preoccupazione

 

INVENTARIO

  • salute fisica
  • vita lavorativa
  • scuola
  • rapporto con il partner
  • rapporto con i genitori
  • rapporto con i figli
  • vita spirituale
  • il mio futuro
  • il mio hobby
  • le mie finanze
  • rapporto con….
  • rapporto con…
  • rapporto con…
  • altri
  • altri

I significati della maggior parte dei sogni riguardano le aree della propria vita che hanno ricevuto un punteggio di 3. Questo non significa necessariamente che i sogni sono correlati con le stesse voci che appaiono nell’inventario. Ma una volta che si inizia ad interpretare in modo appropriato i sogni, è possibile scoprire i significati e i messaggi nascosti provenienti dall’inconscio che fungono da commento su quelle aree in cui noi investiamo maggiormente. Ragioniamo in questi termini: di qualsiasi cosa si faccia “tesoro” attraverso pensieri o preoccupazioni, anche il cuore interviene. I sogni rappresentano in gran parte un mondo di sensazioni ed emozioni -un’attività tipica del cuore. Ogni giorno, ora dopo ora, si investe dell’energia attraverso atteggiamenti ed emozioni. Quella è la stessa direzione che prenderanno il cuore e la vita onirica. Naturalmente, i sogni possono avere una prospettiva molto più saggia ed introspettiva.

I sogni non si limitano a ripetere gli atteggiamenti e le idee consce, ma gli argomenti che trattano seguiranno il filo che noi stessi stabiliamo”.

QUESTIONARIO del LABORATORIO dei SOGNI

Il Questionario del Laboratorio dei Sogni è uno strumento che vi permette di valutare nel tempo quanto e come si è modificato il vostro rapporto con i sogni. Dalla prima compilazione lasciate passare due mesi circa: nel frattempo che avrete lavorato con il diario onirico e gli esercizi da svegli potrete vedere cosa è migliorato, cosa è rimasto invariato e su quali punti desiderate concentrarvi maggiormente.

 

  • Ogni quanto ricordi i sogni? Che media riferiresti alla settimana o al mese?
  • Hai mai tenuto un diario dei sogni? Se sì per quanto tempo?
  • Il ricordo è nitido o sfocato?
  • Il sogno è a colori o in bianco e nero?
  • Ti capita di andare a dormire e poco dopo sognare di cadere e svegliarti?
  • Quanti sensi utilizzi di solito in sogno? Usi solo i canali acustico-visivo o anche quello olfattivo, del tatto e del gusto?
  • Hai dei sogni ricorrenti? Mentre li vivi ti ricordi che hai già fatto questo tipo di sogni?
  • Sei mai riuscit* ad intervenire nella trama del sogno?
  • Sei mai riuscit* a rientrare in un sogno dopo esserti svegliat*?
  • Ti capita di integrare nel sogno i rumori ambientali? (Telefoni, sveglie, voci, campanello, rumori stradali etc..)
  • I sogni che ricordi tendono a far rivivere esperienze del giorno come un’eco o mostrano le situazioni da prospettive diverse?
  • Quanto è presente la dimensione fantastica e bizzarra nei tuo sogni?
  • Quanto spesso sogni animali e posti naturali? Che rapporto hai con questa dimensione, sia nel sogno che da svegli*?
  • Sei in grado di scrivere una biografia dei sogni a partire dall’infanzia?
  • Scrivi il primo sogno che in assoluto ricordi di aver fatto.
  • Ti capitava di fare sogni lucidi (1) da bambin*?
  • Hai smesso di ricordare i sogni a causa di incubi o in un particolare periodo della tua vita? (adolescenza, trasferimento in altre città, dopo la maturità etc…)
  • Ritieni soddisfacente fin qui la tua vita onirica? Vorresti poter fare altri tipi di esperienze oniriche?
  • Nel tempo ti è risultato utile ricordare e studiare i tuoi sogni per comprendere meglio una particolare situazione?
  • Hai mai trovato in sogno la soluzione ad un problema o una questione pratica?
  • Hai mai ricevuto un aiuto da parte dei sogni in situazioni in cui eri in difficoltà rispetto ad una scelta?
  • Hai mai fatto la cosiddetta “incubazione onirica”, ovvero hai richiesto un sogno su una questione particolare?
  • Sei mai entrat* in crisi rispetto ad un tuo atteggiamento per come ti sei vist* in sogno?
  • Hai mai sognato di trasformarti in qualcos’altro? (un animale, una pianta, un elemento della natura)
  • Hai mai sognato di volare? di attraversare un muro? di respirare sott’acqua?
  • Ti succede di sognare della musica che non ricordi di aver sentito altrove?
  • Ci sono sogni in cui parli fluentemente un’altra lingua che da svegli* non parleresti altrettanto bene?
  • Ti è mai successo di avere la convinzione di esserti svegli* (alzat*, vestit*, fatto colazione) e poi di colpo risvegliarti di nuovo nel letto?

 

Queste domande permettono di ampliare quelle che sono le nostre idee sul sogno: ciò che è possibile, impossibile, improbabile…o mai sentito raccontare. Vi invito a verificare direttamente quali sono le potenzialità del sogno, senza preconcetti o opinioni troppo rigide. Familiarizzare con la dimensione onirica nel tempo ci predispone ad accettarne le molteplici manifestazioni: da quelle più ludiche a quelle più illuminanti e profonde.

 

(1) sogni in cui si ha la consapevolezza di stare sognando ed è possibile decidere parte della trama o il completo svolgimento del sogno.

LA STRUTTURA DRAMMATICA del SOGNO

Secondo Jung il sogno segue un impianto drammatico, rintracciabile nello schema tipico dei miti, dei misteri religiosi e delle fiabe: in questo senso è archetipico, perché è un modello sui cui si struttura e articola una modalità rappresentazionale che non dipende dalla cultura, dall’epoca o dall’etnia che la sviluppa e propone.

Nel caso di sogni complessi è consigliabile classificarne i contenuti, e questo schema è applicabile in ogni caso:

  • “AMBIENTAZIONE/SITUAZIONE”: luogo, tempo, scenario, dramatis personae (personaggi)
  • SVILUPPO: presentazione del problema, azione che si svolge e forma così l’intreccio
  • “PERIPEZIA/OSTACOLO/CRISI”: rappresentazione della trasformazione, che include però anche la possibilità di una catastrofe
  •  “LISI o CONCLUSIONE”: risultato del sogno, conclusione significativa; rappresentazione compensatoria dell’azione onirica.

 

Da “IL LINGUAGGIO DEI SOGNI. Simboli e interpretazioni” di E. C. Whitmont e S. B. Perera, Ed. Astrolabio, pp.85-87

“(….) La struttura globale del sogno generalmente viene individuata osservando la sequenza in cui compaiono i suoi elementi drammatici di base, che si esprime sinteticamente nella forma del dramma greco classico: esposizione, peripezia, crisi e lisi, che possono tradursi approssimativamente come situazione, sviluppo, crisi e conclusione. (…) Quando annotiamo mentalmente il sogno e dialoghiamo con esso per conservarlo nella coscienza spesso tendiamo a ricordarlo nei termini della sua struttura drammatica. Quando lo spirito incontra la dimensione pre-razionale, drammatizza (“On dreams and dreaming” in Dreams in therapy, E.C. Whitmont). Il fatto che si tenda a ricordare i sogni nei termini del dramma che vi si rappresenta è un’espressione della funzione rappresentativa dello strato mitopoietico della nostra psiche. Ciò suggerisce che gli archetipi o le “strutture profonde” dell’organizzazione mentale, che aiutano la coscienza diurna a ricordare e a ordinare gli stati onirici, hanno un’attitudine particolare verso questo tipo di rappresentazione drammatica. (…) Anche quando venga ricordata soltanto una singola immagine o un’impressione sensoriale, è possibile esplorarla attraverso le associazioni, le delucidazioni e le amplificazioni per dare corpo e fondamento a quel frammento come indizio o messaggio drammatico di cui si deve trovare il rapporto significativo con la vita del sognatore. Questo processo ha in sè la struttura di una grande opera poliziesca. (…) Nel sogno parti della sequenza drammatica possono essere sovrapposte o condensate insieme. Alcuni elementi possono avere una maggiore estensione; altri essere contratti o presentati in forma rudimentale e/o frammentaria. L’esposizione può essere breve o semplicemente allusa da qualche dettaglio. Lo sviluppo può procedere a sbalzi o essere mescolato con la crisi. Questa a sua volta può occupare gran parte dell’azione o essere rappresentata da brevi allusioni. La risoluzione può mancare del tutto o essere sostituita da una catastrofe o una situazione di stallo. Tuttavia al fine di comprendere il sogno è estremamente utile separare e distinguere questi quattro elementi strutturali.

Ogni dramma si apre con una situazione problematica che è portata all’attenzione dello spettatore dall’esposizione, una situazione collocata in una specifica dimensione spazio-temporale con specifici personaggi. Questo elemento formula il tema della rappresentazione e orienta gli spettatori verso la prospettiva dell’autore sul tema stesso. La situazione spesso si riferisce ad un blocco o ad una fissità, e presenta il punto di partenza per lo sviluppo che seguirà. Nel sogno generalmente scopriamo la questione problematica esaminando la situazione d’apertura. Ciò significa esplorare il significato psicologico delle associazioni affettive e delle delucidazioni che sono connesse con la particolare collocazione del sogno nel tempo e nello spazio e con le caratteristiche delle persone presenti e del loro rapporto con il sognatore. Presentare il tema o il problema di cui il sogno tratta è dunque compito dell’esposizione del sogno. L’esposizione formula il tema. Possiamo paragonarla all’ “Oggetto” riportato nell’intestazione di una circolare o una lettera commerciale, che contiene l’argomento fondamentale della comunicazione – ad esempio, appuntamenti, personale, orari o qualunque altra cosa. (…) Ribadendo un fatto troppo spesso trascurato, nel sogno la situazione psicologica è rappresentata prevalentemente dalla collocazione geografica in cui il sogno si apre e/o dalla situazione iniziale delle dramatis personae nella scena d’apertura. La comprensione del significato psicologico della situazione ci dirà qual è l’argomento del sogno. (…)”

 

INTERVISTA al SOGNATORE

L’intervista al* sognator* è uno strumento per lavorare con i sogni dei partecipanti del Laboratorio dei Sogni. Per imparare a vedere il materiale onirico come narrazione che ha una sua struttura e logica, non irrazionale, ma dotata di un linguaggio che supera la dualità del pensiero conscio, e che va osservato e studiato “in vivo”.

1)      Raccogliere il racconto del sogno, chiedendo di utilizzare il tempo presente e di chiudere gli occhi per ripercorrere le scene. Le domande vengono poste solo alla fine; è utile nel frattempo farsi un appunto o uno schema del sogno, segnando le parole chiave.

2)      Al termine del resoconto al* sognator* vanno poste delle domande per individuare l’ambito di riferimento del sogno: questo può rappresentare una relazione (sentimentale o amicale), un progetto, una questione lavorativa, familiare o relativa al rapporto con se stessi. Per comprendere quale messaggio è contenuto nel sogno e le eventuali indicazioni che può fornire, va prima indagato il contesto di vita reale del sognatore.

3)      Raccolte le info chiedere al* sognator* se ha collegato il sogno ad una particolare situazione della sua vita. Con questi dati alla mano si possono formulare ipotesi che devono  sempre essere convalidate dal* sognator*: nessuno all’infuori di chi l’ha prodotto può comprendere appieno il sogno, con le sue numerose implicazioni e sfumature. La simbologia onirica è sì universale, ma allo stesso tempo si modula sulla biografia e l’immaginario del singolo. Il fatto di trattare e discutere le immagini oniriche può avvicinare * sognator* al contenuto originario che ha generato il sogno.

 

Il sogno spesso segue la cosiddetta “struttura drammatica” riscontrata da C. G. Jung (v. scheda http://ilsognodipsiche.altervista.org/la-struttura-drammatica-del-sogno-2/): scomporre la narrazione e riassumerla per “atti” può facilitare la comprensione del messaggio.

Un altro metodo per scomporre il sogno in unità di senso è la tecnica di riassunto proposta da E. Cayce, una breve descrizione della trama essenziale. In questo modo è possibile evidenziare il modello di ciò che sta accadendo nell’esperienza onirica. Allenandosi con la stesura del riassunto è possibile notare come la maggior parte dei riassunti può essere inserita in uno di questi tre modelli:

1)      QUALCUNO (con una descrizione) STA FACENDO QUALCOSA (specificazioni) A QUALCUNO (con un descrizione)

2)      QUALCUNO (con una descrizione) SI TROVA IN UN CERTO TIPO DI SITUAZIONE

3)      DELLE COSE STANNO ACCADENDO (in un certo modo)

 

DOMANDE per l’INTERVISTA

  • Che titolo daresti al sogno? (il titolo evidenzia l’elemento o l’azione più significativa)
  • Che sensazione hai provato al risveglio?
  • Che emozioni hai provato durante il sogno?
  • Quanti sensi hai usato in questo sogno?
  • Cosa ti è successo il giorno prima, a cosa hai pensato, cosa ti ha colpito (sia in positivo che in negativo)? Di cosa hai parlato e ti sei occupato in particolare?
  • Che periodo stai attraversando in generale?
  • Le persone del sogno sono reali o inventate? Se sono conosciute con quali parole chiave le definiresti? Che rapporto hai con loro nella realtà?
  • Gli attori del sogno rispecchiano una qualche parte di te, un aspetto non manifesto ma presente nell’intimo: riconosci una qualità che desidereresti incorporare o qualcosa verso cui sei in rifiuto, che l’altro porta in senso proiettivo?
  • Se sono presenti animali o forze della natura, come si rapportano a te e come ti rapporti a loro? C’è alleanza o scontro? Nella realtà come percepisci questi animali o elementi?
  • Senti che il sogno ti ha fornito un piccolo insegnamento? O ha suscitato domande e creato  dubbi rispetto ad un certo atteggiamento o abitudine?
  • Dalla prospettiva che ti offre il sogno c’è qualcosa che si chiarisce rispetto alla tematica che rappresenta?

 

Le domande possono essere molte di più e diverse da quelle elencate, ma per iniziare sono sufficienti. Quando si parla di materiale onirico c’è sempre molto di personale e sensibile, quindi è opportuno non entrare in modalità giudicante nei confronti di ciò che viene raccontato. Ogni sogno ha un carattere universale che permette a chiunque di risuonare con i suoi contenuti, le dinamiche e le prospettive che offre. Lavorare con i sogni degli altri aiuta ad avvicinarsi alle proprie immagini in maniera più graduale e profonda.

 

 

RACCOLTA dei SOGNI

A seguire sono riportati i sogni raccolti da sognatrici e sognatori nel corso di alcuni anni: ognuno di questi è un frammento di vita, un’istantanea psichica.

E’ una raccolta che si arricchirà di narrazioni sempre nuove: infiniti sono i sogni possibili e tante le variazioni sul tema. Ad alcuni di essi verrà aggiunto un commento o una specifica sul sognatore e il contesto del sogno.

 

IL BUDDHA BAMBINO

“Entro in una caverna e avanzo nell’antro: l’ambiente è buio, ci sono solo poche candele a terra che lo illuminano. Scorgo diverse persone adulte nella penombra e davanti a me, girato verso sinistra, vedo un bambino di sette/otto anni seduto a terra con davanti un basso tavolino; è assorto in una preghiera. C’è un canto profondo e ritmico eseguito da tutti i presenti, una preghiera che riempie la caverna. Metto a fuoco il viso del bambino, ha tre puntini neri dipinti sotto gli occhi che tiene chiusi, è in una condizione di evidente sofferenza e raccoglimento. All’improvviso mi rendo conto che è Buddha e nello stesso istante una forte folata di vento spegne le poche candele accese. Sono completamente al buio, non posso muovermi perchè non so dove andare. Sento un rumore poco distante da me, umano, di stoffa. Un uomo, trentenne, si gira emanando luce dal viso: i tratti sono tuttavia distinti e riconoscibili. E’ l’unica luce presente nella scena e mi permette di vederlo nella sua interezza. Indossa una lunga veste scura e sorride beato. Ora provo un forte senso di pace e serenità”.

L’EQUAZIONE

“Prima di poter fare qualsiasi altra cosa devo risolvere un’equazione”. (sogno ricorrente)

CRISTO e le ZUCCHE

“Vedo Cristo camminare in un campo pieno di zucche”. (sogno “di febbre” ricorrente nell’infanzia)

 

LA VASCA SOTTERRANEA

 “Sono in una specie di vasca, sotterranea, respiro sott’acqua e attorno a me ci sono diversi neonati che nuotano. Ai lati della vasca ci sono dei punti di uscita, delle specie di botole. Io aiuto i bambini ad attraversare queste botole per emergere nel mondo, alla superficie. Dopo averne accompagnato uno verso l’uscita mi affaccio anch’io dalla profondità e attorno a me c’è un mare sconfinato, il cielo azzurro e sole pieno. Però non posso uscire da quella vasca, devo rimanere lì a far uscire altri bambini”.

 

IL BOOMERANG

“Sono in uno spazio naturale aperto e molto ampio, è giorno. Lancio un boomerang e inizio a correre nella sua direzione. Un giovane ragazzo aborigeno mi ferma dicendo che non serve correre, devo solo aspettare che torni indietro”. (sogno pre-esame)

 

IL BAGNO DI LUCE

“Sono in una stanza, tengo in mano delle ombre, davanti a me c’è uno specchio d’acqua luminoso in cui le immergo”.

IL CENTRO del LABIRINTO

“Mi trovo al centro del labirinto del palazzo di Cnosso: alla mia sinistra c’è il Minotauro e tra me e lui una ghigliottina. Non oso alzare lo sguardo, ma trovo il coraggio di domandare: “come mai la pena è proprio quella di perdere la testa?”. Il Minotauro è fermo e non risponde, è come un giudice”.

IL CROLLO della GROTTA

“Sono all’interno di una grotta di cui non si vede il soffitto tanto è alto, con altre persone, alcune conosciute altre no. Le pareti rocciose iniziano a fratturarsi e a franare su di noi; con un salto evito un pezzo di roccia che sta per colpirmi. Siamo tutti spaventati, ma nessuno vuole uscire, come se fuori ci fossero pericoli peggiori. Mi guardo attorno e capisco che sta per crollare tutto e mi decido a uscire da una comoda apertura/porta, portando con me un’amica di vecchia data. Grido a tutti di uscire ma nessuno mi segue. Una volta fuori vediamo che tutti i costoni rocciosi stanno crollando e che sull’ingresso della grotta scende una grata di ferro che impedisce la fuga, da fuori osserviamo la scena; poi mi sveglio”.

LE DUE PIANTE

“Vedo due vasetti, in ciascuno c’è una giovane pianta. Gli steli si ergono separatamente per poi congiungersi in un bocciolo, che deve ancora schiudersi” (sogno fatto in partenza per un periodo di studio di 5 anni in un altro continente)

IL DENTE di AMETISTA

“Sento un dente cedevole, è in realtà un’ametista viola a forma spiraloide: la radice è una puntina bianca. Lo tolgo e provo a rimetterlo ma nel frattempo la radice si è sciolta e mi dico “é una radice di ghiaccio!”. Un uomo mi mostra come si fa a volare con due grandi piume rosse: è considerato il matto del paese, io gli credo”. (periodo della fine di una relazione sentimentale)

IL DENTE e la RADICE

“Mi vedo allo specchio, l’incisivo centrale è mobile, lo tocco e capisco che sta per cadere. Penso a come farò, devo andare dal dentista immediatamente. Ora è sceso ancora di più, quindi tiro per estrarlo, ma le radici sono troppo lunghe e ancora attaccate in alto”. (ad una settimana dalla fine della relazione sentimentale)

LE DUE TESTE

“Sento di avere due teste (fisicamente), io non mi vedo ma gli altri sì. Mi rassicurano che comunque non si nota molto, e in fondo mi stanno bene” (sogno ricorrente)

GLI INDICATORI di FELICITA’

“Sono a casa di mio padre, dove vivo. Lui urla: non è arrabbiato, ma per parlare semplicemente urla. Lo imploro di smettere, perchè non è necessario, ma lui continua. Allora gli dico che secondo me urla perchè nè io, nè mio fratello, nè la sua compagna lo rendiamo felice. Lui risponde che non è successo nulla, che grida per parlare e non può smettere. Alzo lo sguardo verso la parete la di una stanza: c’è un mega schermo con degli “indicatori di felicità. Ci sono delle cifre e i nomi a fianco: io sono a 900, la sua compagna a 300 e il nome di mio fratello non c’è”.

IL NUOVO BAMBINO

“Sto partecipando ad una gara podistica. Procedendo mi trovo sopra un grande ponte e lì si para di fronte a me una donna (mi sembra di conoscerla): ha in mano penna, blocco e microfono. Mi comunica che sono una delle vincitrici del concorso, continuando a ripetere quanto fossi fortunata. Nel mentre inizia a buttare giù dal ponte alcuni oggetti che mi appartengono, dicendo che non mi servono più, e che avrei potuto averne cento altri di migliori. Ecco che getta anche le scarpe e la macchina fotografica: rimango interdetta, la macchina era nuova…ma lei imperterrita continua. Alla fine mi accompagna in un interno, dove ci sono altre persone: mi presentano un bimbo appena nato, dicendo che è il mio nuovo figlio! Io meravigliata e un pò perplessa dico: “come un’altro?” (nella realtà la sognatrice è già mamma, n.d.r.). Prendo questo bambino in braccio e lo giro verso di me (fino ad ora l’ho visto solo di spalle), lui mi fa un enorme sorriso sdentato e in quel momento penso: “Questo lo chiamo proprio Michele!”.

LA PARTENZA

“Sono al portone di casa dei miei genitori, devo partire e le valigie sono già sulla strada. E’ autunno, la luce è tenue e bianca senza calore. All’improvviso perdo un incisivo, mia madre con tranquillità mi mette uno spillo con la testa bianca al suo posto. Sono intimorito e sento anche gli altri denti deboli. Lei con nonchalance e una vena di ironia mi dice: “hai cambiato la tua vita e ora rinasci come un bambino che non ha ancora i denti!”. (v. i riti di iniziazione di passaggio all’età adulta che prevedono l’estrazione di un dente)

IL CANTO nella RADURA

“Mi trovo in un’ampia radura circolare, il campo è verde, illuminato dal sole di mezzogiorno. Sono appena sotto la cinta di alberi (a h 6), mi chino a terra e raccolgo un pezzetto di legno, una specie di fuscello forato nel centro. Lo porto alle labbra soffiandoci dentro, come fosse un piccolo flauto: ecco che la radura si riempie di un canto di voci indiane, che risuona potentemente, a ritmo con il soffio”.

IL TERRENO FANGOSO

“Sono con il mio ex fidanzato e la mia insegnante, camminiamo in un ampio spazio aperto, il terreno è fangoso e le nostre scarpe sono appesantite dalla terra. La mia insegnante cammina a piedi nudi, piedi che rimangono completamente puliti”.

CARNE in FAMIGLIA

“Sono a casa dei miei, ho fame e mangio carne cotta, non c’è nient’altro. Lo faccio con indifferenza ma dopo un pò mi dico: “cavolo, ma io sono vegetariana!”

 

OGNI 500 ANNI

“Sto partendo per un viaggio nel sottosuolo. Una volta sceso mi trovo in una stanza scura dove c’è un’entità mostruosa e incredibilmente cattiva, che mi genera terrore. In qualche modo riesco a chiuderla e la lascio imprigionata nella stanza. Lascio scritto  che ogni cinquecento anni il mostro si libera ed è necessario che ci sia qualcuno pronto ad affrontarlo”.

L’UOMO SELVAGGIO

“Scendo nelle cripte e libero un uomo mentre sento i lamenti e la sofferenza di altri uomini rinchiusi, forse torturati. E’ l’uomo selvatico (archetipo di un maschile libero e istintivo, connesso con le proprie emozioni, n.d.r.), sembra Johnny Depp in “Pirati dei Caraibi” quando lo eleggono stregone: è bello tosto! Lo seguo e ci ritroviamo su una nave nel mare in tempesta. Ci avviciniamo ad un muro d’acqua, che io temo fortemente; dobbiamo attraversarlo per andare a salvare qualcuno. Ora siamo all’interno di una grande caverna, l’uomo da salvare è in una gabbia in un punto in alto, e per liberarlo bisogna evitare un muro di fuoco che si trova sulla destra. Indico all’uomo selvaggio la traiettoria da seguire, raggiunge il prigioniero e lo aiuta a liberarsi: questi si rivela una specie di bambino, dall’aria furba e mistica”.

IL BALLO della BAMBINA

“Sono in una stanza, con una donna seduta al tavolo alla mia sinistra e davanti a lei la figlia di circa otto anni, non udente: balla completamente felice. La madre mi racconta che ha iniziato a studiare l’inglese per insegnarlo alla figlia, dato che potrà imparare l’italiano solo dopo aver appreso l’inglese. La cosa per me non ha senso, ma la bellezza di questa donna così desiderosa di aiutare la figlia e la bambina che continua a ballare felice mi lasciano un gran senso di gioia”.

LA PIETRA nel DESERTO

“Sono in un deserto, è giorno, la luce sembra quella del pomeriggio. Mi trovo in una prominenza rocciosa dai colori che ricordano la ruggine e ho trovato una pietra scura, vagamente quadrata, che reca incisi disegni preistorici: figure umane stilizzate. Parlo con qualcuno di questo mio ritrovamento, poi prendo una pompa da cui fuoriesce dell’acqua e inizio a lavare la pietra che è tutta impolverata, dall’aspetto riarso e secco. Curiosamente a contatto con l’acqua la pietra si rivela essere composta da un materiale simile ad argilla rappresa: infatti inizia a sciogliersi e al suo interno trovo alcuni girini che si rianimano non appena l’acqua li bagna. Sono neri, almeno sette o otto. Li raccolgo in un barattolo di vetro con l’acqua”.

  

IL CERCHIO e il CICLO

“Mi trovo in un grande cerchio di persone all’aperto, di notte. C’è una specie di maestro che sta parlando. Ad un certo punto attraverso in trasversale il cerchio da sinistra verso destra, come per andare in qualche luogo (non ricordo dove). Al mio ritorno il maestro mi fa notare che sul lungo abito bianco che indosso c’è una grossa macchia di sangue:  non posso stare nel cerchio ed è una vergogna esporre così questa macchia. Sorpresa guardo il vestito e la macchia di cui non mi ero nemmeno accorta e poi ancora più perplessa guardo lui: dico che non vedo alcuna vergogna nella naturalezza del ciclo mestruale e che non ho sporcato niente con il mio sangue (il ricordo si frammenta, forse me ne vado)”.

LA DICHIARAZIONE d’AMORE

“Sono con un uomo, accanto alle colonne del portico di un tempio: sulla sinistra colline verdi e morbide, il cielo azzurro, non c’è traccia di civiltà. Lui è di fronte a me, sta facendo una dichiarazione d’amore e una proposta: afferma di amarmi profondamente e di voler restare al mio fianco per tutta la vita. Sembra sincero e partecipe. Io inizio ad avvertire un disagio, un forte senso di nausea. Mi chiedo cosa l’abbia potuto provocare, se non sia stato il pranzo. Ecco che appaiono due commensali e chiedo loro se stanno bene o hanno vomitato. Rispondono che è tutto ok e capisco che il cibo non c’entra. A questo punto scappo in bagno, mi metto in ginocchio e rimetto più volte. Il bagno è spazioso, le pareti sono rosse; all’improvviso risuona una voce dal nulla che con tono caldo e rassicurante mi dice “non ti preoccupare, è che non sei ancora pronta”.

IL BONSAI

“Sono in una prigione che è contemporaneamente un ospedale: so che dovrò rimanere per 14 giorni, sento tristezza e solitudine; i miei affetti sono fuori da questo luogo. Prendo il bonsai che ho con me e mi avvicino alla finestra per esporlo ai raggi del sole: è debole e i presenti mi scoraggiano dicendo che è inutile, è troppo mal messo, sto sprecando il mio tempo. Io comunque confido e lascio la pianta sul balconcino. Con grande tristezza torno verso il letto, tolgo scarpe e calzini per andare a dormire. Mi sveglio nella realtà”.

 

LA BAMBINA MULATTA

“Sono una bambina scura di pelle -mulatta- mi vergogno molto del mio colore, le persone mi prendono in giro e io mi rifiuto di uscire in pubblico. Ecco che compare un vecchio signore, con la barba bianca, che mi rassicura dicendomi che non devo avere paura di nulla. Mi indica la strada -è come un maestro- e finalmente mi presento al pubblico sentendomi a mio agio, serena” (sogno di un’attrice; il Sè compare nelle vesti di Vecchio Saggio; sogno facente parte di una serie onirica sull’archetipo dell’Ombra)

LA CADUTA dalla TORRE

“Mi trovo su una torre molto alta ed eccomi precipitare: mentre cado avverto l’aria che mi frena e penso “beh, non è un attimo allora!”. Così ho il tempo di raccomandare l’anima a Dio” (sognatore maturo, convalescente dopo essere stato operato d’urgenza; non credente, ha ricevuto un’educazione cattolica)

NUOVI EQUILIBRI

“Mi trovo in compagnia di due uomini che non mi ascoltano e ad un certo punto prendo la parola alzando il tono della voce -ma senza urlare- e dico: “non è giusto e non deve accadere che l’uomo prevalga sulla donna e la donna sull’uomo. Mentre lo dico l’uomo più maturo è sereno, si volta e si allontana, mentre quello più giovane rimane ad ascoltare con attenzione. Ora mi sento molto serena e sorrido”

Sogno di una donna matura in periodo di rivisitazione del rapporto con il maschile; riporto dalla prima di copertina del libro “Yin e Yang, l’armonia taoista degli opposti”, di J. C. Cooper, Ubaldini Editore:

L’equilibrio dell’universo, nella concezione taoista, deriva dall’armonia tra yin e yang, i Due Grandi Poteri, i due poli dai quali origina tutto ciò che è manifesto. L’essere umano ha la responsabilità di conservare questa armonia conducendo una vita che ben si accordi alla Natura e all’interazione di yin e yang

IL VOLTO DIPINTO

“Sono con mia figlia, che rimane alla mia sinistra: ha il volto dipinto di nero fino all’ovale del volto, che spicca bianco. Anche le sue dita sono ricoperte di colore e ci sono segni e simboli” (per la sognatrice è un momento di contatto con la forza dell’Ombra nell’accezione positiva)

 

PROGRAMMA del LABORATORIO dei SOGNI

Il Laboratorio dei Sogni si sviluppa in 16 incontri a cadenza quindicinale nei quali verranno affrontate le seguenti tematiche:

 

1° incontro: CHE COS’E’ UN SOGNO

–  sogno come necessità psico-biologica

–  teorie di Freud e Jung, i pionieri del lavoro sul sogno

 

2° incontro: LA PSICHE

–  l’Io, l’Ombra, la Persona e il Sè

–  inconscio personale

–  inconscio collettivo

–  archetipi

 

3° incontro STRUMENTI di LAVORO con il SOGNO

–  diario onirico e analisi retrospettiva del giorno

–  riassunto del sogno: come estrapolare il significato centrale

–  dimensione narrativa del sogno: la struttura drammatica secondo C. Gustav Jung

 

4° incontro GRAMMATICA e SINTASSI ONIRICA

–  linguaggio pre-verbale, somatico e spaziale

– condensazione spazio/temporale

– spostamento da un oggetto psichico ad un altro

–  rappresentabilità

 

5° incontro PROIEZIONI e TEATRO ONIRICO

–  dinamica proiettiva: l’altro è una parte di me

– il sogno come teatro dei processi interiori

 

6° incontro SONNO, SOGNO e NEUROSCIENZE

–  perchè dormiamo e sogniamo

–  parasonnie e incubi

 

7° incontro: BREVE STORIA DEL SOGNO

– Dreamtime della cultura aborigena

– i sogni nelle antiche culture del bacino del Mediterraneo

 

8° incontro SOGNI e MEDICINA

–  gli Asclepiadi e la pratica dell’incubazione

– i sogni nella medicina ippocratica

 

9° incontro CENNI DI ANATOMIA e FISIOLOGIA

–  il corpo e i suoi processi: studio comparato tra funzioni biologiche e funzioni psichiche

 

10° incontro: LE EMOZIONI 

–  fisiologia delle emozioni

–  che cos’è un’emozione: bussola per orientarsi nella realtà

 

11° incontro TEORIA GENERALE delle EMOZIONI in MTC (prima parte)

– la genesi delle Emozioni

– le Sette Emozioni

– l’Arte del Cuore

 

12° incontro TEORIA GENERALE delle EMOZIONI in MTC (seconda parte)

–  Organi ed Emozioni

 

13° incontro PSICOLOGIA secondo l’ENERGETICA CINESE

– Organi e funzioni psicologiche

 

14° incontro SOGNI d’ORGANO

– come rintracciare una turba psichica nel sogno

 

15° incontro: PSICOGEOGRAFIA

– il mito di Arianna e il labirinto

– la nostra posizione nel mondo: le Sette direzioni

– paesaggi naturali e urbani nel sogno

 

16° incontro: GLI ANIMALI NEI SOGNI

– perchè si manifestano

– le ferite nel sogno: punto di accesso e cura

– cosa ci insegnano

 

 

 

Gli incontri prevedono, oltre allo sviluppo delle tematiche in programma, attività pratiche condivise ed individuali di lavoro sul sogno. Tra un incontro e l’altro i partecipanti sono invitati a svolgere compiti attinenti allo sviluppo dell’attenzione, della memoria e dell’osservazione per integrare pensiero divergente e lettura analogica degli eventi; di volta in volta verranno indicati schede, testi, film ed esercizi relativi ai contenuti trattati durante il Laboratorio.

LABORATORIO dei SOGNI

Il Laboratorio dei Sogni è un percorso nella geografia onirica, attraverso un dialogo sulla sua natura, le sue manifestazioni e funzioni.

La notte porta, per mezzo di un linguaggio dimenticato, analogico e preverbale, alla re-visione della realtà e dell’esperienza che ne facciamo: attraverso i sogni descrive e rappresenta il tessuto emotivo attorno cui si ricama il nostro essere nel mondo.

Il Laboratorio dei Sogni promuove la cultura del sogno e del sognare, ridando voce al mondo onirico, alla sua storia  e all’importanza che riveste nelle nostre vite. Ci muoveremo all’interno di una visione in cui il sogno è fenomeno (ri-)strutturante la psiche ed interfaccia con il “conosciuto non pensato”, prezioso materiale cui attingere per una migliore comprensione della nostra realtà interiore e relazionale.

Il laboratorio prevede sedici incontri a cadenza quindicinale, da due ore e trenta ciascuno: la prima metà di ogni incontro è dedicata alla trattazione teorica e la seconda al lavoro di gruppo sul sogno (v. Programma del Laboratorio dei Sogni).

E’ consigliata la lettura di alcuni testi indicati in Bibliografia e di diversi articoli presenti nel blog ilsognodipsiche.altervista.org.

 

Non sono richieste conoscenze pregresse. Il materiale su cui si lavora fa parte di una precedente selezione di sogni, scelti in base a struttura, contenuti e simboli particolarmente adatti per il lavoro d’associazione e amplificazione.

Non è un corso di interpretazione di sogni, ma un percorso di conoscenza del mondo onirico.

 

PER INFO: [email protected]; mobile 334-3611645

TECNICHE per FAVORIRE il RICORDO dei SOGNI

Quando si inizia a lavorare con i sogni si rimane stupiti di quanto sia possibile aumentare la capacità di memorizzarli: nel tempo e con la pratica non solo sono più numerosi i sogni che si ricordano, ma sono anche più lunghi, ricchi di particolari e significativi. L’attenzione dedicata alla sfera onirica è come legna da ardere per il fuoco creativo dei sogni: le immagini ne vengono vivificate e nutrite, assumendo via via abiti più esplicitamente simbolici e archetipici.

Liberamente tratto da “I Sogni. Risposte di oggi alle domande di domani” di Edgar Cayce-Mark Thurston, Ed. Mediterranee

Esistono varie tecniche per favorire il ricordo dei sogni, potete combinarne diverse scegliendo quelle che sentite più adatte:

  • ANALISI dell’INTENTO: Fornire una motivazione valida e sentita per il lavoro che ci si accinge a compiere è il modo migliore per raggiungere un obiettivo. Chiedetevi “perchè voglio ricordare i sogni, lavorare con loro?”: ognuno può avere uno scopo diverso, dal voler risolvere dei problemi ricorrenti, al conoscersi meglio, fino ad avere sogni che aiutino a prendere delle decisioni in un ambito qualsiasi della propria vita. La domanda in sè sembra banale ma se siete sguarniti di una motivazione è difficile attribuire un valore alle vostre azioni e quindi renderle efficaci. Il vostro intento potrebbe variare di mese in mese, potreste iniziare con un proposito e trovare strada facendo delle nuove e più convincenti motivazioni. Qualsiasi sia l’obiettivo scrivetelo sul diario o su un pezzo di carta che porterete con voi nel portafoglio o nell’agenda giornaliera: quando vi ripeterete durante il giorno il proposito di ricordare i sogni e lavorare con loro, associate la forza dell’intento che avete formulato.
  • FISSARE L’INTENTO: Prima di addormentarvi, al risveglio e più volte nel corso della giornata, ripetetevi l’intento di ricordare i vostri sogni (“RICORDERO’ I MIEI SOGNI QUANDO MI SVEGLIERO'”), fatelo con convinzione, non è sufficiente ripetere la frase in modo meccanico. Se ciò che associate ai sogni è l’idea che questi avranno una reale utilità nel vostro quotidiano il messaggio risulterà davvero efficace.
  • IL DIARIO dei SOGNI: Tenere a portata di mano il diario in cui vengono trascritti e lavorati i sogni. Questo va tenuto vicino al letto, sul comodino, insieme alla penna e ad una piccola lampada nel caso ci si svegli di notte, per non disturbare * partner. Il diario favorisce il ricordo in due modi: rinforza l’intento di ricordarsi i sogni con la sua sola presenza e permette di annotarli prima che li si dimentichi. Un sogno, per quanto ricordato con chiarezza, tende a svanire nel giro di cinque minuti a partire dal risveglio, e per tale ragione è importante segnarlo subito. L’alternativa al diario è il registratore vocale che può essere utile quando si è particolarmente di fretta e/o impossibilitati a scrivere; richiede comunque una trascrizione su carta per l’ulteriore elaborazione. Di recente sono uscite delle applicazioni per smartphone e pc per registrare i sogni, come Dreamboard o Shadow. Sicuramente comode ma è consigliabile poi stampare i sogni per il lavoro sui simboli e per avere spazio bianco fisico per scrivere, appuntare, disegnare, mappare…
  • ANDARE a LETTO PRESTO: Uno dei modi migliori per ricordarsi i sogni è coricarsi presto, ad orari regolari, in modo da riuscire a dormire 7-8 ore. Se la quantità di sonno non è sufficiente e il ritmo sonno-veglia è alterato, al risveglio le performance cognitive ne risentono.
  • LEGGERE QUALCOSA sui SOGNI PRIMA di ANDARE a LETTO: Ciò cui si rivolge attenzione nel periodo di tempo che comprende i 15-30 minuti prima di addormentarsi influenza in modo importante le esperienze notturne (indirettamente si forniscono delle suggestioni all’attività onirica): leggere qualcosa che riguarda i sogni è d’aiuto nel favorirne il ricordo. Nella bibliografia sono elencati diversi testi sul sognare: potete anche dedicarvi allo studio dei vostri resoconti onirici o di sogni raccolti da amici e familiari.
  • SVEGLIARSI nel CORSO della NOTTE: Un’altra tecnica per favorire il ricordo dei sogni è provocare un risveglio notturno, bevendo un bicchiere d’acqua prima di andare a dormire. Se il risveglio coincide con la fine di una fase REM sarà possibile ricordarsi uno o più sogni: questi vanno poi trascritti immediatamente, o almeno vanno presi degli appunti. E’ forte la tentazione di tornare a dormire e l’illusione di conservare il ricordo del sogno che è ancora nitido e fresco: se si segnano anche solo le parole-chiave al mattino sarà possibile ricostruire il sogno.
  • RIMANERE a LETTO FERMI ALCUNI MINUTI in PIU‘: Puntate la sveglia in modo da avere dieci minuti in più al mattino: se si rimane tranquillamente a letto per qualche minuto e si riduce al minimo ogni movimento fisico è più facile recuperare frammenti di sogni e sogni interi. Rimanere nella stessa posizione in cui si stava dormendo sembra favorire maggiormente il ricordo.
  • FARE un INVENTARIO della PROPRIA VITA QUOTIDIANA: Se essere rimasti a letto qualche minuto in più non è sufficiente, si può ricorrere alla tecnica dell’inventario personale. I sogni usano come simboli tematiche, persone ed eventi che hanno occupato la nostra mente durante il giorno. Una semplice serie di domande possono essere d’aiuto per innescare il ricordo di ciò che si è sognato: “ho sognato la mia ricerca? il lavoro? * partner? un* amic*? una questione in sospeso?”. L’inventario si completa in un minuto e dopo ciascuna domanda si attende dieci secondi per vedere cosa viene in mente.
  • RIVIVERE il SOGNO al CONTRARIO: Spesso il sogno va ricostruito partendo da una sola immagine: domandandosi “che cos’è accaduto prima?” è possibile andare a ritroso in modo da ricordare un sogno anche molto lungo.
  • TRASCRIVERE SEMPRE QUALCOSA sul DIARIO dei SOGNI: E’ importante scrivere quotidianamente qualcosa sul diario, anche solo le sensazioni o stati d’animo provati al risveglio. Nel corso di qualche giorno o al massimo di qualche settimana si sviluppano attenzione e disciplina che aiutano a ricordare sogni.
  • PRATICA di CONDIVISIONE del SOGNO: Raccontare i propri sogni al mattino e ascoltare quelli degli altri è un’ottima pratica per aumentare il ricordo dei sogni e un modo per entrare in una condivisione più profonda le persone a noi vicine.

SITI CONSIGLIATI

Nei siti qui elencati potete trovare diverso materiale per approfondire le tematiche affrontate negli articoli del blog.

http://www.aneb.it

Sito dell’associazione nazionale di ecobiopsicologia. Nell’area pubblicazioni sono visibili ampie anteprime della rivista “Materia prima”. Nel blog del sito altri articoli ed eventi.

 

http://www.ilcerchiodellaluna.it/cl_home.htm

Sito dedicato alla luna e al femminile. La galleria delle dee offre una vasta panoramica sugli archetipi del femminile e del maschile nel mito.

 

http://onirotarologia.wordpress.com/

Blog sull’interpretazione delle immagini oniriche con gli Arcani Maggiori.

 

http://guide.supereva.it/sogni

Sito ricco di articoli e materiale molto utile per il lavoro sul sogno.

 

http://www.psicoanalisi.it/categoria/neuroscienze

Sito di psicologia e neuroscienze, in cui sono riportate le ricerche di Michel Jouvet e le teorie della micropsicanalisi sulle funzioni del sogno.

 

http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/4405

Articolo “La semeiotica dell’incubo” di Pierluigi Bolmida.

 

http://www.doppio-sogno.it/numero10/ita/15.pdf http://www.webalice.it/livia.botta/scritti/SocialDreaming.pdf

Due link sulla pratica del social dreaming.

 

http://www.lescienze.it/argomento/sonno

Link del sito della rivista “Le Scienze”, traduzione italiana di Scientific American. Sono presenti numerosi articoli di neuroscienze su sonno e sogno.

 

http://www.oniros.fr/essentielvi.html

Esposizione di tecniche essenziali per l’esplorazione onirica: il sogno di incubazione, le proiezioni personali, l’induzione del sogno lucido.

 

http://www.mauroscardovelli.com/mauroblog/conosci_te_stesso.html

Le sub-personalità, l’ombra e il fenomeno delle proiezioni.

 

http://www.mauroscardovelli.com/FS/Filosofia_e_scienza/Bateson_e_Porena.html

Articolo “Bateson e il sacro” di Marco Bianciardi.

 

http://www.youtube.com/watch?v=y6YZqhhx4ZQ

“Il senso della vita”, video dell’intervista di Silvia Ronchey a James Hillman.

 

 

 

DIZIONARIO PRET-à-PORTER

 

Questo breve dizionario è utile come punto di riferimento per orientarsi nel sistema di definizione junghiano della psiche. Le informazioni sono riprese dal libro “Ecobiopsicologia: psicosomatica della complessità” di Diego Frigoli, M&B Publishing, 2004.

ANIMA: personificazione della natura femminile nell’uomo; pone l’uomo di fronte al mondo per lui insicuro dell’Eros.

ANIMUS: personificazione della natura maschile nella donna; pone la donna di fronte all’insicurezza del Logos.

ARCHETIPI:  termine utilizzato da Jung (ripreso dalle ideae principales del Corpus hermeticum e altri testi antichi) per indicare delle condizioni a priori, che precedono mondo e psiche, ordinanti le immagini a carattere arcaico proprie di tutta l’umanità. Un archetipo non è direttamente conoscibile, ma è riconoscibile da suoi effetti, come l’istinto della fame non può essere provato ma ne è visibile la manifestazione come messa in atto di comportamenti finalizzati al suo soddisfacimento.

L’archetipo è un modello, qualcosa di simile al pattern of behavior della biologia; è sempre collettivo, perchè risultante dall’esperienza comune, è sintesi di innumerevoli processi simili tra loro sperimentati dall’umanità. E’ un precipitato mnesico, risultato dell’impatto della psiche con il mondo. L’archetipo consente alla psiche di tradurre il fisico nello psichico, in altri termini gli istinti e il dominio della materia nelle immagini corrispondenti della psiche.

In definitiva gli archetipi sono strutture di funzionamento dei processi psichici, “disposizioni innate a produrre idee e motivi di fantasia affini e universali”.

J. Hillman, analista e scrittore post-junghiano, fondatore della Psicologia Archetipica, definisce gli archetipi come “i modelli più profondi del funzionamento psichico, come le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo. Essi sono le immagini assiomatiche a cui ritornano continuamente la vita psichica e le teorie che formuliamo su di essa.” Essi possono essere raggiunti anche attraverso l’analisi dei sogni, il cui “mondo infero” ci ricollega alle “ombre universali” dell’inconscio collettivo. (fonte Wikipedia)

 

INCONSCIO COLLETTIVO:  attorno all’inconscio personale si trova l’inconscio collettivo, caratterizzato da contenuti non specifici per il nostro Io, derivati non da esperienze personali ma “dalla possibilità di funzionamento che la psiche ha ereditato, cioè dalla struttura cerebrale ereditata”. L’inconscio collettivo è più antico della coscienza e consta di contenuti che rappresentano il modo di reagire dell’umanità fin dai suoi inizi, indipendentemente da differenziazioni storiche, etniche o di altro genere – in situazioni di natura genericamente umana quali la paura, il pericolo, la lotta contro le forze superiori, le relazioni tra i sessi o tra i figli e i genitori, le figure del padre e della madre, il comportamento di fronte all’odio e all’amore, alla nascita e alla morte, la potenza dei principi dell’oscurità e della luce, ecc.”. Queste modalità che la psiche ha ereditato si ritrovano nelle trame mitologiche, nelle immagini religiose, nelle abitudini rituali, nelle esperienze collettive antropologiche, che in ogni tempo e in ogni luogo, al di là di ogni migrazione etnica rappresentano il patrimonio comune dell’umanità. L’inconscio ha poi l’importante funzione di comportarsi in modo compensatorio nel confronti della coscienza. Quest’ultima, infatti, con le sue esperienze nate da reazioni di adattamento alla realtà esterna, trova come adeguato bilanciamento una serie di reazioni inconsce nate dall’esperienza dell’umanità che, integrate ai bisogni dell’Io, rendono possibile all’uomo l’esperienza della totalità della psiche. Se ad esempio un intellettuale vede il proprio io investire esageratamente sul piano della ragione, la funzione del sentimento si imporrà automaticamente, manifestandosi di sorpresa con atteggiamenti infantili, fantasie e sogni puramente istintuali di fronte ai quali il soggetto apparirà indifeso.

Per Jung l’inconscio presenta in sè una sorta di dinamismo progettuale in quanto è visto anche come una profonda sorgente di sapienza. Quando l’uomo riesce a prendere contatto con il proprio mondo interiore, si impossessa delle immagini dell’inconscio e della loro pregnanza emotiva, che per la coscienza vengono a svolgere il ruolo di orientamento e di progetto.

INCONSCIO PERSONALE: attorno all’Io e al suo campo di coscienza Jung situa l’inconscio personale, nel quale si ritrovano tutte le “cose dimenticate, rimosse, percepite, pensate e sentite al di sotto della soglia della coscienza”. Questi contenuti sono affini a quelli che Freud denominò preconsci e inconsci, ovvero quelli si possono far emergere alla coscienza con uno sforzo di volontà e quelli che, essendo rimossi, possono essere richiamati alla coscienza con le libere associazioni.

INDIVIDUAZIONE: è il processo di realizzazione di sè, “individuarsi significa diventare un essere singolo e, intendendo noi per individualità la nostra intima, ultima, incomparabile peculiarità di diventare se stessi, di attuare il proprio Sé”. All’interno del percorso psicanalitico il percorso di individuazione verso il Sè è contrassegnato da una serie di tappe psicologiche ben cadenzate, che impongono un cammino d’integrazione delle forze psichiche evocate:

  1. tappa: conoscenza dell’Ombra
  2. tappa: incontro con le immagini dell’Animus e dell’Anima
  3. tappa: attraverso il congiungimento dell’inconscio e del conscio si raggiunge il Sè

IOparte della psiche destinata a permettere il nostro adattamento alla realtà esterna. Jung definisce l’Io come un “complesso di rappresentazioni che costituisce il campo della mia coscienza e che mi sembra possedere un alto grado di continuità e di identità con se stesso”.

OMBRA: è l’altra parte oscura di noi stessi, che sebbene invisibile fa parte della nostra totalità. L’ombra è una figura archetipica, che corrisponde alla presa di coscienza di tutte le qualità nascoste della propria personalità. Jung ne distingue due diverse forme: quella personale e quella collettiva. La prima è collegata alle vicissitudini storiche della nostra personalità, mentre la seconda corrisponde a quei lati oscuri presenti in tutta l’umanità, e che possono essere legati allo spirito del tempo, come ad esempio un certo egoismo proprio dell’epoca oppure una certa fiducia generica nella tecnologia e nella scienza, propria dell’età moderna. Conoscere l’Ombra significa recuperare le proprie proiezioni, non soltanto individuali ma anche collettive, con il risultato di non sentirsi più estraniati dalla vita ma partecipi ad essa, anche se i difetti del mondo sono stati scoperti come difetti personali.

PROIEZIONE: meccanismo arcaico e primitivo che consiste nello spostare sentimenti o caratteristiche proprie, o parti del Sè, su altre persone od oggetti.

  • una proiezione è espressione di una tendenza inconscia ancora irrealizzata, vista nell’immagine di un oggetto o di una persona esterna, che per il sognatore la rappresenta in modo particolarmente adeguato (ad es. il sentimento dell’odio può essere proiettato su un serpente velenoso). Nella vita da svegli la proiezione è caratterizzata da un’intensa carica affettiva e da una particolare reattività nei confronti dell’oggetto o della persona.

PSICHEcomprende l’insieme di tutti i processi psichici sia consci che inconsci; la nostra coscienza non costituisce che una piccolissima parte della psiche totale. Può essere paragonata a una piccola isoletta attorno al quale vi sta il mare immenso dell’inconscio e al centro di quest’isola si può situare ciò che chiamiamo l’Io.

SE’: la nascita del Sè è resa possibile dal congiungimento tra conscio e inconscio, ed è punto centrale ed equilibrante le forze della psiche. Si pone come entità autonoma rispetto all’Io: è sovrapersonale perchè meno egocentrico dell’Io e offrendo ad esso una visione del mondo non più limitata alle categorie spazio-temporali ordinarie, finisce per amplificare la coscienza dell’Io nella direzione della propria universalità, il Sè. “Rappresentando una complexio oppositorum, una sintesi degli opposti, esso può apparire anche come una diade unificata, quale per esempio il Tao, fusione della forza yang e della forza yin”. Il Sè rappresenta in ultima sintesi la capacità di unire l’inconscio al conscio realizzando praticamente l’ unione di queste due realtà. Come “centro” della vita psichica il Sè si caratterizza per la capacità di non sfuggire più agli istinti e alle emozioni, perchè si è riconosciuto che tali “forze” della vita altro non sono che i simboli specifici del processo del divenire. Approfondendo la conoscenza del Sè, anche la coscienza dell’Io subisce una salutare amplificazione, che spesso si manifesta in un atteggiamento di evoluzione spirituale della personalità. Il divenire Sè è dunque più di ogni altra cosa, una via per dare senso all’esistenza, per formare il carattere e per acquisire una visione del mondo non più limitata alla propria esistenza personale. Modificando l’immagine che l’uomo si crea del mondo, egli finisce per modificare se stesso secondo una prospettiva più universale, meno dominata dai vissuti individuali.

SISTEMA PSICHICO: modello dinamico di immagini e rappresentazioni in costante movimento regolate dal sistema assiale degli archetipi, presente nella zona del’inconscio collettivo. Gli archetipi sono in grado di orientare le immagini secondo un significato non soltanto individuale ma anche genericamente umano. Quando esiste armonia tra conscio e inconscio la personalità si presenta equilibrata, mentre se vi è discordanza possono subentrare vari sintomi psichici o fisici.

 

ESERCIZI per INCREMENTARE la MEMORIA ONIRICA

Per incrementare la memoria onirica come capacità di ritenere informazioni sono molto utili alcuni esercizi che vanno eseguiti da svegli:

  • Sia che siate in un posto noto sia in un luogo mai visto, osservate molto bene attorno a voi gli elementi che compongono lo scenario, prima globalmente poi nel dettaglio. Quindi chiudete gli occhi e ricostruite l’ambientazione. Provateci più volte finchè non sia stata raggiunta una buona visualizzazione. Allenandovi almeno una volta al giorno per 5-10 minuti con quest’esercizio vi abituerete a ricostruire mentalmente anche le immagini oniriche, con sempre maggior precisione.
  • Un secondo esercizio riguarda il cambiare (quando possibile) i percorsi soliti che tutti i giorni fate per raggiungere il luogo di lavoro, l’università o un locale: cercate strade laterali e alternative e mentre camminate osservate attentamente tutto ciò che vi circonda. Fermatevi a guardare un particolare che attiri il vostro interesse, ad esempio i capitelli di una colonna, un affresco sul muro, un portone semiaperto che dà su un giardino o cortile interno; ascoltate anche solo per pochi secondi la musica che proviene da una finestra. O qualsiasi altra cosa vi susciti curiosità. Cercate attorno a voi qualcosa su cui soffermarvi. Questo modo di guardare riapplicatelo poi anche ai percorsi ordinari, riscoprendoli nei dettagli.
  •  Altro esercizio consigliato è quello di ripercorrere a ritroso la giornata, invertendo il ritmo del tempo (pensando alle scene come un film che scorre al contrario), in teoria fino al momento del risveglio o fin dove si riesce ad arrivare. Per chi fa fatica ad addormentarsi è un ottimo modo per crollare.

Ogni pratica che richiede un’attenzione visiva e per il dettaglio e la spazialità, risulterà molto utile per ricordare i sogni in maniera più particolareggiata.

Un effetto non secondario degli esercizi scritti sopra è la possibilità che trasferiate in sogno questo particolare modo di osservare la realtà: spesso il comportamento onirico si modella su quello diurno. Per chi desidera esercitarsi nella pratica del sogno lucido allenare tanto l’attenzione da svegli aiuta a notare le “incongruenze” oniriche e a svegliarsi all’interno del sogno.

ISTRUZIONI su come SVEGLIARSI al MATTINO

Il risveglio è il momento cruciale in cui, nell’arco di pochi minuti, abbiamo la possibilità di ripercorrere le immagini appena vissute, in un rapidissimo passaggio tra l’esperienza e il suo ricordo. Imparare a ricordarsi i sogni richiede pazienza, fiducia e grande costanza, poiché implica l’acquisizione di una abilità nuova, quindi allenamento.

“Dopo cinque minuti dal risveglio, metà dei nostri sogni vengono dimenticati. Dopo 10 minuti, il 90% di nostri sogni svanisce dalla nostra mente.” (1)

E’ un tempo in cui è necessario non lottare con il tempo: un sogno non si stringe tra le mani, ma lo si accoglie. Il Vuoto del Cuore è lo spazio in cui si manifesta.

Quando vi rendete conto di essere svegli richiudete gli occhi e cercate di mantenere la stessa posizione: rilassatevi e non anticipate mentalmente la giornata. Attendete che le immagini si presentino spontaneamente.

Una volta che iniziano a riaffiorare i contenuti è molto probabile che riusciate a ricostruire per buona parte il sogno andando a ritroso: la domanda da porsi è “prima di questa scena cosa è successo?”. Se siete inclini a riaddormentarvi in fretta provate a mettere la sveglia 20 minuti prima di quando siete soliti alzarvi: facendola suonare dopo 10 minuti, provocando risvegli intermedi, è possibile sognare ancora e conservare un ricordo estremamente nitido dell’esperienza.

Ripercorrete i sogni, uno ad uno, fino ad averli memorizzati per poi trascriverli. Se iniziate subito a scrivere rischiate di perdere gli altri, perché vorrebbe dire che avete aperto gli occhi, vi siete messi seduti e avete focalizzato l’attenzione solo su quel sogno. I primi giorni potete provare a scrivere subito il primo che vi ricordate, ma con il passare del tempo abituatevi a ripercorrerli tutti e poi, in un secondo momento, a scriverli. Non esiste una media numerica, ma in linea di massima potete ricordarvi anche tre o più sogni ogni mattina. Se di notte vi svegliate fate la stessa operazione che fareste al risveglio e poi annotate sul diario. I sogni nel cuore della notte tendono ad essere particolarmente intensi e significativi.

 

(1) http://www.leggoilsito.info/le-14-curiosita-interessanti-sui-sogni-che-nessuno-ti-ha-mai-detto/

 

IL DIARIO ONIRICO

Acquistate -o assemblate da soli- un taccuino da destinare a “custode della vita onirica”, personalizzandolo come preferite. Tenere un diario è il primo passo da compiere per lavorare con i propri sogni, il modo migliore per continuare a farlo e il metodo più efficace per incrementare la memoria onirica. E’ importante farne uso con regolarità e anche annotare i sogni in una certa forma. A fine giornata -prima di andare a dormire- va riportato qualche appunto sugli eventi vissuti durante il giorno, i pensieri e gli stati d’animo che abbiano una valenza emotivo/affettiva, sia di interesse che di rifiuto. I fenomeni di sincronicità (1), altrettanto significativi, sono da segnalare e tenere in considerazione. Tutto questo lavoro di raccolta e attenzione sui fatti del giorno rende più semplice seguire il filo d’Arianna che conduce alla nascita di un sogno: la sua storia infatti inizia quasi sempre nel giorno precedente, e il suo contenuto ci informa anche sul giorno che verrà, relativamente a possibili eventi, stati d’animo, gesti e scelte che faremo.

 

UN LAVORO QUOTIDIANO

Il diario onirico è lo spazio di raccolta della preziosa biografia notturna e di per sé simbolo visivo dell’intento di ricordarsi ciò che si è sognato. Ogni volta che il sogno viene scritto non solo rimane una traccia storica ripercorribile, ma lo stesso ricordo è maggiormente memorizzato: ciò permette di recuperare le immagini nel tempo, associandole o comparandole con quelle di sogni ed eventi reali successivi di settimane o mesi. E’ necessario lavorare quotidianamente sul materiale onirico, corredando il sogno di riflessioni, associazioni e idee che ci suscita: sia per trovare legami di senso con il presente, sia perchè a volte è solo in retrospettiva che sarà possibile vedere più chiaramente il suo significato profondo. In alcuni casi possono trascorrere mesi se non anni, ma quando il sogno è finalmente compreso il suo effetto ristrutturante sulla psiche è prodigioso: è come un salto che la coscienza compie al di là del proprio orizzonte, un pezzo del puzzle della vita che si sistema al suo posto.

 

LE IMMAGINI  e le SENSAZIONI dei SOGNI

Il diario va scritto ogni mattina, con data del giorno: la narrazione va riportata al tempo presente -anche quando lo si racconta a qualcuno- poichè è di aiuto per rivedersi nelle scene. Il sogno dev’essere scritto di getto, subito dopo il risveglio, senza forzare passaggi che non si ricordano; una volta segnati tutti i sogni va dato loro un titolo, che porti in sè gli indizi dell’intera trama, che sia propriamente rappresentativo di ciò che vi accade.

Se capita di non ricordarsi nulla è comunque molto importante riportare nel diario le sensazioni al risveglio: la chiave di volta per comprendere le proprie produzioni oniriche è sapersi osservare. Nel tempo risulterà naturale e immediato anche riconoscere in alcuni simboli o immagini tipiche le proprie condizioni fisiche, dato che tendiamo a codificarle e riutilizzarle al bisogno.

I sogni di cui si ha una ricostruzione “completa”, nel senso che costituiscono un’unità di senso, vanno rivisti secondo la struttura drammatica del sogno (v. scheda http://ilsognodipsiche.altervista.org/la-struttura-drammatica-del-sogno-2/) e poi riassunti. Una volta estratto il significato e trovato l’ambito esistenziale di riferimento (v. scheda http://ilsognodipsiche.altervista.org/inventario-personale/ ), il sogno andrà analizzato rispetto alle indicazioni che può fornire e che si possono applicare nella realtà.

Se ciò che rimane al risveglio sono immagini frammentarie, lavoreremo ugualmente con il materiale che esse ci mostrano: le emozioni suscitate, i collegamenti nell’archivio della memoria, le connessioni con il presente.

 

IL TEATRO del SOGNO

E’ importante non forzare tra loro i nessi causali delle immagini oniriche: il sogno è come un moderno spettacolo teatrale, vi si svolgono contemporaneamente più scene. Andate e ritorni di prospettiva, metamorfosi di persone e luoghi, passaggi dal giorno alla notte come luci di scena che si spengono: questa “multilocalità” o coesistenza di piani d’azione è tipica dell’onirico. E’ la lingua dell’Anima che disegna connessioni tra immagini e significati apparentemente distanti, a volte insospettabili, eppure così sentite, così efficaci nel rappresentare i suoi moti; il suo danzare tra le forme -in un percorso che le abbraccia senza soluzione di continuità- è privo di quegli strattoni che subisce la coscienza nel confronto con l’alterità e il polimorfismo che pur le appartiene.

Nell’onirico la relazione tra i diversi Io che ci costituiscono è manifesta, è dialogante; se da svegli uno di questi Io tende all’assolutismo la stessa relazione è latente, soffocata e sofferta. Ecco perchè nel sogno siamo all’improvviso l’altro, colui che ci stava di fronte, o ci vediamo dall’esterno, mentre un attimo prima eravamo “dentro” di noi:

“In ognuno di noi vi è un altro, che noi non conosciamo e che ci parla attraverso il sogno, comunicandoci come egli veda diversamente da come ci vediamo noi. Per questo motivo, se ci troviamo in una condizione difficile e senza uscita, l’estraneo, l’altro, può talora fornirci una luce, che sarà meglio in grado di modificare radicalmente il nostro atteggiamento.” C. G. Jung

Sempre C. G. Jung sostiene che il sogno è “teatro in cui chi sogna è scena, attore, suggeritore, regista, autore, pubblico e critico insieme nel quale le figure del sogno sono tratti personificati della personalità di chi sogna.”

 

LA “CAPACITA’ NEGATIVA” di John Keats

Il materiale psichico non può essere trattato secondo i principi di linearità e di causa-effetto: non può essere spiegato o riprodotto, ma solo sperimentato nei suoi effetti. Rimaniamo tanto disarmati di fronte alle bizzarrie oniriche, di fronte agli interrogativi che aprono. L’incongruenza che troviamo nel sogno rispetto a ciò che pensiamo da svegli è un segnale della psiche che denuncia “é in corso un eccesso dell’Io diurno!”. Questo estremismo necessita di una sintesi degli opposti, per non ammalarsi di unilateralità: il simbolo fa da ponte tra inconscio e coscienza, mediando attraverso un mimetismo che permette la transizione del contenuto.

Lavorare con i sogni nel tempo aiuta a sviluppare e consolidare un “atteggiamento mentale che può accettare, lavorare e giocare con il dubbio e l’esperienza del perturbante, dell’ignoto e dell’infinito” (da Social Dreaming di G. Lawrence), la cosiddetta “capacità negativa” di John Keats (2). La possibilità di tollerare la frustrazione grazie al fatto che il significato può essere alla fine trovato, riduce la nostra ansia di controllo e l’attitudine a “prevenire” la realtà (o a pretendere di decidere come debba essere). Nel sogno la manipolazione cessa e viene rivelata “la situazione così com’è”: le maschere si sgretolano, nuova energia psichica viene sprigionata per operare la trasformazione verso un livello superiore di complessità e libertà.

 

SOGNI OLTRECONFINE

Esistono diversi tipi di sogni e di alcuni di questi il significato non è rintracciabile né nel giorno precedente né in quelli successivi. Sono sogni che iscriveremo nella categoria di sogni didattici, sogni metafisici o sogni predittivi a seconda del loro contenuto. Un’ultima categoria è quella dei sogni astrologici, collegati ai transiti planetari di una certa importanza sul tema natale. Alcuni sogni inoltre risultano essere tipici della posizione della Luna in un determinato segno.

 

(1) Sincronicità: termine introdotto dallo psicologo Carl Gustav Jung nel 1950 per descrivere la contemporaneità di due eventi connessi in maniera a-causale. Coincidenza di due o più eventi atemporali, quindi non sincroni, legati da un rapporto di analogo contenuto significativo.

(2) “Quando l’uomo è capace di stare nelle incertezze, nei Misteri, nei dubbi senza essere impaziente di pervenire a fatti e a ragioni” (John Keats 1917).

FILMOGRAFIA ONIRICA

Per chi vuole frequentare il mondo dei sogni e conoscerne meglio il linguaggio e le manifestazioni, per chi vuole ampliare il proprio stile onirico e osservare altri modi di sognare, la bibliografia e la filmografia sul sogno -ad occhi aperti e quello propriamente detto- rappresentano il cibo migliore di cui si possa nutrire…e sui cui lavorare ad occhi chiusi.

 

“Waking life” di Richard Linklater, 2001

“Inception” di Christopher Nolan, 2010

“The cave of forgotten dreams” documentario di Werner Herzog, 2010

“L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese, 1988

“Valzer con Bashir” di Ari Folman, 2009

“Bunuel e la Tavola di Re Salomone” di Carlos Saura Atarés, 2001

“Big Fish. Le storie di una vita incredibile” di Tim Burton, 2003

“Arizona dream” di Emir Kusturica, 1993

“Al di là dei sogni” di Vincent Ward, 1998

“Il labirinto del Fauno” di Guillermo del Toro, 2006

“Parnassus. L’uomo che voleva ingannare il diavolo” di Terry Gilliam, 2009 

“Dead man” di Jim Jarmusch, 1995

“Otto e mezzo” di Federico Fellini, 1963

“Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, 1957

“La città incantata”, “La principessa Mononoke”, “Il castello errante di Howl” animazione, di Hayao Miyazaki

“Matrix” di Lana e Andy Wachowski, 1999

“Nel paese delle creature selvagge” di Spike Jonze, 2009

“Labirinth. Dove tutto è possibile” di Jim Henson, 1986

“Apri gli occhi” e “Mare dentro” di Alejandro Amenabàr

“Paprika. Sognando un sogno” animazione, di Satoshi Kon, 2006

“Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” animazione, di C. Geronimi, H. Luske, W. Jackson, 1951

“L’arte del sogno” di Michel Gondry, 2006

“Fight Club” di David Fincher, 1999

“La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, 2013

“Divergent” di Neil Burger, 2014

 

 

 

BIBLIOGRAFIA ONIRICA

Qui è esposta una bibliografia che non include testi di specifiche scuole o correnti di pensiero (tranne quelli segnalati con *, ad indirizzo junghiano), ma piuttosto i titoli dei libri che trattano dei sogni e del sognare, della loro storia e delle loro funzioni, rivolti ai “non addetti ai lavori”: per familiarizzare immergendosi in una cultura che dai più è stata dimenticata, ma che frequentiamo ogni notte per circa sei anni della nostra vita e da cui possiamo imparare molto di più di quanto non siamo abituati a credere o ritenere possibile.

I primi libri citati sono i più indicati per chi inizia a lavorare con i sogni.

“Ricordare i sogni. Istruzioni per l’uso” di Gassmann Christoph, Ed. Magi

“Il linguaggio dei sogni. Comprendere i sogni per incontrare se stessi” di Stefano De Camillis, Ed. Magi

“Sogni maestri. Indicazioni oniriche sulla strada della vita” di Ingrid Riedel, Ed. Magi (*)

“Breve storia del sogno” di Mauro Mancia, Marsilio Editore

“I Sogni. Risposte di oggi alle domande di domani” di Edgar Cayce-Mark Thurston, Ed. Mediterranee

“Il libro dei sogni” di Sinesio di Cirene, ed. Archinto

“L’arte di vivere i sogni” di T. Peisel, D. Tuccillo, J. Zeizel, Ed. Sperling & Kupfer

“Dimmi come sogni” di G. Bruno Bara, Ed. Mondadori

“Sogni. La lingua misteriosa dell’inconscio” di Verena Kast, Red Edizioni (*)

“Il compagno dell’anima” di G. Guidorizzi, Raffaello Cortina Editore

“Sogni ed evoluzione. Il mondo onirico tra Karma e Destino” di Paolo Crimaldi, Ed. Spazio Interiore

“Il mondo dei sogni. Alla scoperta di ciò che veramente siamo” di M. L. Von Franz, Red edizioni (*)

“Alle porte dei sogni” di M. Bettini, Ed. Sellerio

“Il sonno. La parte migliore della vita” di R. Dahlke, Ed. Mediterranee

“Il sognatore lucido” di M. Godwin, Ed. Corbaccio

“Social dreaming” di G. Lawrence, Ed. Borla

“Il corpo che sogna. La scienza del dreambody” di A. Mindell, Red edizioni

“Una nuova interpretazione dei sogni” di Tobie Nathan, Raffaello Cortina Editore

“Il linguaggio dei sogni. Simboli e interpretazioni” di E. C. Whitmont e S. B. Perera, Editrice Astrolabio (*)

“I sogni in analisi” a cura di N. Schwart-Salant e M. Stein, Edizioni Magi (*)

“La morte e i sogni” di M. L. Von Franz, Ed. Bollati Boringhieri (*)

“Il sogno e il mondo infero” di James Hillman, Ed. Adelphi

“Animali del sogno” di J. Hillman, Raffaello Cortina Editore

“Il sogno” di Michel Foucault, Raffaello Cortina Editore

“I sogni. Cosa ci vogliono comunicare?” Quaderni di Flensburg, Ed. Novalis

“Lo yoga tibetano del sogno e del sonno” di I. W. Rimpoche, Ed. Ubaldini

“Il sonno, il sogno , la morte” Dalai Lama, Ed. Beat

“Le sorgenti intrecciate dei sogni” di U. Barcaro, Ed. Franco Angeli, 2014

“Sogni celebri e bizzarri. Indagine sulla bizzarria onirica tra storia ed evoluzionismo” di M. Paoli, Ed. Franco Angeli, 2015

“Dove hai la testa? Avventure nella ruota della coscienza” di J. Warren, Ed. Apogeo, 2009

“A scuola dallo stregone. Una via yaqui alla conoscenza”, “Una realtà separata” e “Viaggio ad Ixtlan. Le lezioni di Don Juan” e altri di C. Castaneda, Ed. Astrolabio (da leggere nell’ordine indicato)

 

Due testi consigliati per quanto riguarda i simboli e loro significato nelle diverse culture:

“Il dizionario dei simboli” di J. Chevalier e A. Gheerbrandt, ed. Bur

“Il libro dei simboli” Aa. Vv,  ed. Taschen

 

I seguenti testi sono di approfondimento sulla relazione tra sogni e medicina:

“Sulla dieta” di Ippocrate

il pdf sui sogni in Medicina Tradizionale Cinese http://it.blog.lefayresorts.com/wp-content/uploads/2012/03/I_sogni_in_medicina_cinese.pdf

“Omeopatia e interpretazione dei sogni”  di Ghiggini Roberta, Ed. Xenia

“Illusioni, sogni e deliri in omeopatia”  di Zalman Bronfman, Ed. Salus Infirmorum

“Sogni e salute. Dal mondo onirico i primi segnali di disturbi e malattie” di E. Minelli e N. Vozzella, Ed. Red

“Il sonno e i sogni in Medicina Cinese” Le lezioni di Jeffrey Yuen, vol. XVIII, a cura di E. Simongini e L. Bultrini, Ed. Xin Shu

“Agopuntura per l’insonnia. Sonno e sogni in Medicina Cinese” di Hamid Montakab, Casa Editrice Ambrosiana